Dal draft del 2020 fino a questa estate, gli Hornets erano associati solo e soltanto a LaMelo Ball nell’immaginario comune, e forse non è un caso che di loro si dica da 6 anni a questa parte: “si, sono interessanti, ma …”, proprio come viene etichettato LaMelo da quando è entrato nella Lega.
Proprio per questa ragione, secondo me, la separazione tra il giocatore e la franchigia può essere un plus per entrambi, LaMelo non sarà più il faro della squadra ma supporterà un’altra stella come Anthony Edwards mentre gli Hornets, ora che hanno materiale talentuoso tra le mani, potranno costruire una squadra con principi meglio definiti e fatta di più protagonisti.
I NUOVI VOLTI
Ora che si riparte col nuovo progetto, le chiavi della squadra sono sicuramente affidate a Brandon Miller, quarto anno in NBA ma ha già dato prova di un talento fuori dal normale nel saper fare qualsiasi cosa in campo grazie ad un atletismo misto talento di livello altissimo. Pecca ancora in continuità durante la partita ma soprattuto è vittima di tanti infortuni. Non ha mai completato una stagione per intero e addirittura nel suo secondo anno ha giocato solamente 27 partite.
Al suo fianco, al suo secondo anno, ci sarà Kon Knueppel, tiratore sontuoso e un giocatore necessario in campo nel 2026. Da lui quest’anno ci si aspetta un salto di qualità anche nel resto perchè ormai le difese hanno capito la sua pericolosità dall’arco e non avrà più tutto quello spazio concesso per larghi tratti lo scorso anno. Detto ciò, il suo potenziale non ha limiti e vedremo se sarà in grado di fare il “Klay Thompson” di Charlotte.
GIOCATORI FUNZIONALI
Su Miller e Knueppel c’è una grossa parte di futuro di Charlotte, per questo motivo tutti gli altri giocatori risultano complementari e adatti al sistema che si vuole creare.
Coby White, Denis Schroder e Christian Anderson sono i tre playmaker per la prossima stagione: una certezza, un veterano e un rookie con ovviamente White ad avere il posto da titolare, Schroder per il carisma e per quell’imprevedibilità che lo contraddistingue e Anderson che avrà sicuramente il suo spazio vista la scelta numero 18 utilizzata per lui.
Anche tra i centri c’è un ottima gara tra Naz Reid (impiegabile anche come Ala grande), Moussa Diabate e Hannes Steinbach. Reid avrà sicuramente moltissimo spazio grazie alle sue caratteristiche che si sposano benissimo col gioco perimetrale di Charlotte, mentre Diabate e Steinbach si giocheranno un posto da titolari, col rookie tedesco che si presenta come miglior rimbalzista della classe draft.
LA STAGIONE CHE SARA’
Dagli Hornets nessuno si aspetta una stagione da Playoff in questo momento, ma l’attenzione deve essere di più su chi potrà far parte del gruppo che tra massimo due anni dovrà partire per competere alle prime posizioni ad Est.
In un Est che si è rinforzato parecchio, il range di Charlotte è tra la 10° e la 13° posizione ad Est, fare un’altro Play-in sarebbe ottimo per mettere alla prova i giocatori in partite Win or Go Home, ma è un’obiettivo ambizioso visto che 10 squadre più forti e più rodate ci sono. L’anno scorso furono 44 le vittorie a fronte di 38 sconfitte, un record positivo ma che, secondo me, quest’anno non verrà replicato.
In ogni caso la trade di Ball non è da valutare oggi ma nei prossimi anni; è stata una scelta forte della società per cambiare rotta, vedremo se porterà i frutti sperati. Intanto a Charlotte i due nuovi beniamini sono li e hanno tutte le carte in regola per dare soddisfazioni in futuro.





Lascia un commento