Il Frosinone è uno spettacolo! Ecco i segreti della squadra di Alvini

Il Frosinone di Massimiliano Alvini è uno spettacolo. La vittoria casalinga nell’anticipo di venerdì sera contro il Sassuolo è solo l’ultima delle grandi prestazioni offerte dai Ciociari. La classifica parla chiaro: 4° posto e ben 13 punti nelle prime 7 partite giocate, un risultato storico se si pensa alle aspettative di inizio stagione. Ma a sorprendere non sono solamente i risultati ottenuti sul campo, ma il modo in cui il Frosinone gioca e cerca di dominare le partite: anche nelle sconfitte, i ragazzi di Alvini riescono ad uscire dal campo tra gli applausi. Non si tratta della classica neopromossa che prova a difendersi per poi sfruttare i contropiedi, perché stiamo parlando di una compagine il cui focus è sempre rivolto all’attacco e al coraggio.

Ma in che modo Massimiliano Alvini sta provando ad attuare questo “cambiamento culturale”?

La visione di Alvini

La mentalità del mister dei giallazzurri è senza dubbio innovativa se si considerano gli standard del campionato italiano. Negli anni la tendenza delle neopromosse è stata quella di pensare prima di tutto a difendersi, basti pensare alla Cremonese dello scorso anno, squadra totalmente votata alla difesa che si affidava ai lampi di Vardy e Bonazzoli. La volontà del Frosinone è invece quella di “attaccare con e senza palla”: in fase di possesso la prima idea è quella di verticalizzare per i due esterni offensivi, Kvernadze e Ghedjemis, abilissimi nell’uno contro uno; mentre in fase difensiva la volontà è quella di aggredire altissimi con un pressing aggressivo, al fine di recuperare il pallone nel minor tempo possibile. Questo stile di gioco ha portato finora 4 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte (arrivate con Juventus e Napoli).

Gli elogi di Fabregas

La partita probabilmente più significativa è arrivata contro il Como di Fabregas, vinta per 2 a 0. Il tecnico dei comaschi ha elogiato il lavoro svolto da Alvini durante la conferenza stampa pre-match: “Quella contro il Frosinone sarà una delle 5 partite più difficili della stagione. Per come giocano, il coraggio che hanno, tutti vanno in avanti. Sono 11 amici che muoiono l’uno per l’altro. Ho goduto tantissimo nel guardare le loro partite e il merito è anche di Alvini. Se vogliamo vincere, dovremo fare la miglior prestazione della stagione”

La valorizzazione dei calciatori

Questo stile di gioco così propositivo ha valorizzato soprattutto i calciatori offensivi. I due esterni di cui parlavamo prima, kvernadze e Ghedjemis, rappresentano il vero capitale della squadra: il primo è la stella dei Ciociari, capace di driblare gli avversari grazie alla sua velocità; il secondo, invece, crea superiorità con le sue doti tecniche.

Nel Frosinone gioca anche il capocannoniere della Serie a, Raimondo, che fino a questo momento ha capitalizzato al massimo la mole offensiva prodotta. Sono ben 7 le reti realizzate dall’attaccante di Alvini, che si candida fortemente alle prossime convocazioni di Roberto Mancini.

Da non dimenticare anche l’enorme apporto di Palmisani, che con i suoi grandi interventi è stato capace di trasmettere sicurezza al reparto, consentendo alla squadra di difendere lontano dalla porta con maggiore tranquillità.

Menzione speciale per Calò, regista di qualità che dopo una stagione eccezionale in Serie b si sta confermando su ottimi livelli anche nel massimo campionato italiano.

 

 

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