La Supercoppa è di Conegliano: Scandicci ci prova, le pantere rispondono

Conegliano Haak

In collaborazione con Mattia Valentini

La stagione della pallavolo femminile italiana si apre nel segno di Conegliano. Al PalaFlorio di Bari, la Prosecco DOC A. Carraro Imoco supera la Savino Del Bene Scandicci per 3-1 (23-25, 25-18, 26-24, 26-24) e conquista la Supercoppa italiana 2026. Una finale intensa e combattuta, nella quale le toscane hanno dimostrato di poter mettere in difficoltà le campionesse d’Italia, senza però riuscire a completare l’impresa. Per le Pantere arriva così la nona Supercoppa della propria storia.

Scandicci parte forte, Conegliano reagisce

L’avvio di gara premia la formazione di Marco Gaspari, capace di giocare con aggressività e di rispondere colpo su colpo ai tentativi di allungo delle avversarie. Dopo una prima fase equilibrata, Scandicci trova il ritmo giusto e si aggiudica il primo set per 25-23. La squadra toscana mostra personalità, qualità in attacco e una buona capacità di sfruttare le occasioni nei momenti decisivi.

La reazione di Conegliano non tarda ad arrivare. Nel secondo parziale, le ragazze di Daniele Santarelli aumentano l’intensità e trovano maggiore continuità, soprattutto a muro e in attacco: il 25-18 ristabilisce la parità e conferma la capacità delle venete di cambiare marcia quando la partita lo richiede. Da questo momento la finale diventa una battaglia punto a punto.

Haak trascina le Pantere

Tra le protagoniste assolute della serata spicca Isabelle Haak, premiata come MVP della finale. L’opposta svedese chiude con 28 punti, confermandosi un riferimento fondamentale per il gioco di Conegliano. La sua efficacia offensiva si rivela determinante nei momenti più delicati quando ogni pallone può indirizzare il risultato.

Accanto a lei, Zhu Ting contribuisce con 17 punti, mentre Sarah Fahr si distingue al centro della rete con 14 punti e una presenza importante a muro. Ma il successo delle Pantere non è soltanto il frutto delle prestazioni individuali: a fare la differenza sono anche l’organizzazione di squadra, la capacità di mantenere la lucidità nei finali di set e l’esperienza di un gruppo abituato a giocare per i trofei.

Scandicci lotta fino all’ultimo pallone

Nonostante la sconfitta, la Savino Del Bene esce dalla finale con indicazioni positive. La formazione di Gaspari ha saputo mettere sotto pressione le campionesse di Conegliano, conquistando il primo set e restando in partita fino agli ultimi scambi delle due frazioni conclusive.

La migliore realizzatrice della squadra toscana è stata l’opposta canadese Kiera Van Ryk, autrice di 27 punti. Molto importante anche il contributo di Maja Aleksić, che ha chiuso con 17 punti. Scandicci ha mostrato qualità offensive e carattere, dimostrando di poter competere ad alto livello anche contro una delle formazioni più vincenti del panorama italiano.

Il rammarico riguarda soprattutto il finale del terzo e del quarto set, entrambi persi sul 24-26. In due momenti decisivi, le toscane sono riuscite a ricucire il distacco ma non a trovare l’ultimo guizzo per completare la rimonta. È proprio qui che si è vista la differenza tra le due squadre: Conegliano ha saputo gestire meglio la pressione e trasformare le occasioni decisive in punti.

Il muro e la lucidità decidono la Supercoppa

Al di là dei numeri delle singole giocatrici, uno degli aspetti più significativi della finale è stato il rendimento a muro. Conegliano ha chiuso con 12 muri vincenti contro i 7 di Scandicci, un dato che racconta l’efficacia del lavoro difensivo delle venete e la loro capacità di limitare gli attacchi avversari.

Il terzo e il quarto set hanno rappresentato il vero spartiacque della partita. In entrambi i casi, Scandicci ha avuto la possibilità di riaprire completamente la sfida, ma le Pantere hanno trovato le risposte giuste nei momenti di maggiore tensione. Non è stata una vittoria semplice né scontata: è stata una prova di maturità, costruita attraverso la pazienza, la solidità e la capacità di restare concentrate fino all’ultimo pallone.

Conegliano riparte da una certezza, Scandicci guarda avanti

La Supercoppa consegna a Conegliano il primo trofeo della stagione 2026/2027 e conferma la competitività di una squadra che continua a trovare nuove motivazioni e soluzioni per restare al vertice. La rimonta dopo il primo set perso è un segnale importante: le Pantere sanno soffrire, adattarsi e colpire quando conta davvero.

Per Scandicci, invece, resta la consapevolezza di aver giocato una finale di alto livello, senza mai arrendersi anche quando il risultato sembrava sfuggire di mano. La sconfitta lascia inevitabilmente un po’ di amarezza, ma la prestazione offre spunti incoraggianti per il prosieguo della stagione.

A Bari vince dunque Conegliano, grazie alla maggiore concretezza nei momenti decisivi. Ma Scandicci esce dalla sfida con la conferma di poter lottare alla pari con le migliori. Se questa finale è un’indicazione del livello della pallavolo femminile italiana, le prossime sfide promettono spettacolo.

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