3 vittorie, un pareggio e 4 sconfitte. È questo lo score dell’Atalanta nelle prime 8 giornate di campionato. La squadra di Maurizio Sarri, arrivato in estate per sostituire Raffaele Palladino, ha faticato fin dalle prime uscite: nonostante un avvio molto buono dal punto di vista dei risultati, con le vittorie casalinghe con Sassuolo e Bologna nei primi 2 turni, le prestazioni non sono mai state del tutto convincenti. Il passaggio dall’ormai consolidata difesa a 3, con cui la Dea ha costruito le sue fortune negli ultimi 10 anni, alla difesa a 4 “sarriana” non ha ancora prodotto i risultati sperati. La squadra è lenta, macchinosa e crea poche occasioni da gol. Ma per quale motivo l’Atalanta non sta riuscendo a trovare la quadra? E la rosa a disposizione è adatta alle idee di Sarri?
Numerose “incertezze tattiche”
Con Sarri il passaggio alla difesa a 4 era prevedibile, ma probabilmente la società si aspettava una transizione meno “traumatica”. Nelle prime gare lo schieramento scelto è stato il 433, modulo di riferimento del tecnico toscano, passando poi a un 4231 dalla gara contro il Venezia in poi. L’Atalanta, tuttavia, viene da 10 anni di difesa a 3 e non solo non ha assimilato i concetti del suo allenatore, ma presenta in rosa calciatori che per caratteristiche non vengono valorizzati in questo sistema. Già dal reparto difensivo iniziano le prime criticità: il neo acquisto Kristensen è il classico marcatore da centrale della difesa a 3, proprio come Hien, mentre Scalvini, Kossounou e Kolasinac emergono maggiormente come braccetti. Anche nel ruolo dei terzini ci sono delle incongruenze, con Bellanova e Zappacosta che prediligono giocare da esterni di centrocampo a tutta fascia. A centrocampo i giocatori di palleggio che vuole Sarri mancano quasi del tutto: Gaetano è l’unico centrocampista di palleggio e l’esperimento di Samardzic come mezz’ala non ha dato i frutti sperati. Sulle corsie offensive manca invece imprevedibilità: Rowe, Sulemana (attualmente infortunato) e Zalewski prediligono tutti la fascia sinistra, mentre sul versante opposto De Ketelaere, Elmas e Samardzic sono giocatori che tendono ad accentrarsi e non hanno nell’occupazione costante della fascia destra la loro caratteristica principale.
E se bastasse fare un passo indietro?
In linea generale, nel calcio, stravolgere completamente un progetto tecnico non è mai la soluzione a tutti i problemi, ma in questo caso potrebbe aiutare e non poco cambiare qualcosa. Ritornare al “buon vecchio” 3421, almeno fino all’apertura del mercato di gennaio, potrebbe dare benefici sia dal punto di vista tattico, con il ritrovamento di certezze e riferimenti sul campo, che dal punto di vista mentale. Ecco come potrebbe schierarsi la “nuova” Atalanta:
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou, Kristensen, Kolasinac; Bellanova, Ederson, Kessié, Zappacosta; De Ketelaere, Rowe; Scamacca/Krstovic





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