Europa in NBA: perché la stagione 2025/2026 ha cambiato il paradigma?

Doncic

 

A conclusione della stagione 2025/2026, abbiamo già un primo verdetto: mai prima d’ora i giocatori dell’Europa stanno prendendo la scena nel campionato migliore del mondo. Con ben 3 giocatori nella top 5 della corsa MVP -Jokic, Doncic e Wembanyama– e uno solo statunitense, stiamo andando incontro ad una nuova era.

LA PRESENZA EUROPEA IN NBA

Sarebbe un grave errore considerare tra quelli europei solo i giocatori migliori: con ben 71 sotto bandiera del vecchio continente, la stagione corrente è stata quella con più giocatori provenienti dal suolo europeo. E, oltre a Jokic, 3 volte MVP, Antetokoumpo, 2 volte MVP, e le nuove stelle Doncic e Wemby abbiamo tanti profili d’eccellenza.

Dalla Francia abbiamo Nicolas Batum, Rudy Gobert e Guerschon Yabusele, con la nazione transalpina che guida la rivoluzione europea nello stato a stelle e strisce. A seguire abbiamo la Germania con i fratelli Wagner e il giromondo Dennis Schroder e anche la Serbia, che oltre a Jokic, può vantarsi dell’ ex Atlanta Hawks, Bogdan Bogdanovic e del giovane Jovic.

Poi, abbiamo tanti altri giocatori di livello provenienti da altri paesi: Markannen, finlandese, Sabonis, lituano, lo stesso Giannis Antetoukoumpo, greco, Simone Fontecchio, l’orgoglio del nostro paese, Hugo Gonzalez, il futuro de Espana Balocensto e Sengun, l’astro della Turchia. Ed è proprio questo a colpire: è un processo collettivo, che coinvolge ogni luogo dell’Europa.

LA CRISI DEGLI USA?

Parallelamente allo sviluppo dell’Europa del Basket, possiamo dire di vedere gli Stati Uniti, il paese dove è nata la palla a spicchi, per la prima volta nella storia in difficoltà? Parlare di crisi è esagerato, ma gli USA non hanno più quella dominanza dell’era di Jordan o poi di Lebron James.

Tra le nuove leve ci sono comunque giocatori, forse non all’altezza dei vari Curry, Lebron, Durant e Westbrook, ma comunque capaci di combattere ad armi pari cogli europei. Parliamo di Cunningham, Haliburton, Edwards, Reaves, Banchero, Chet Holmgren, Brunson e Cooper Flag, con quest’ultimo considerato un futuro MVP della lega NBA.

Fisicità, esplosività e atletismo rimangono le peculiarità degli americani, ma nella visione di gioco, nell’interpretazione tattica, nel basket “puro”, gli europei sono quasi da considerare sullo stesso piano. A livello, invece, di franchigie siamo sullo stesso piano, anche qui?

IL PROGETTO NBA EUROPE

Per quanto riguarda le squadre, una qualsiasi squadra dell’Eurolega, in questo momento, perderebbe contro l’ultima in NBA. Questo non a causa del qualità del gioco: storicamente in America si gioca più offensivi, mentre in Europa più attenti in marcatura e in difesa. Tuttavia, il livello medio statunitense rimane nettamente più alto, in a particolare per i parametri enunciati in precedenza riguardanti atletismo e fisicità offensiva.

Tuttavia, ci sono dei rumors insistenti su un nuovo progetto cestistico. NBA Europe consiste in un progetto della stessa lega NBA, che diventerebbe concorrente diretto dell’Eurolega. L’obiettivo è quello di importare il modello americano, con l’entertainment e il gioco spettacolare nel vecchio continente. Non solo come mossa di marketing, ma per andare ad equilibrare anche il livello delle squadre dei due continenti.

In un futuro, lontano, ci si aspetta vedere scontri tra le franchigie europee e quelle statunitensi. E, secondo la nostra redazione, vedremo l’Europa in futuro pareggiare e, forse, superare l’America del basket.

 

 

 

 

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