Due terzi del Giro d’Italia sono ormai in archivio, il tanto atteso “dominatore” ha indossato la maglia rosa sabato a Pila e non sembra avere rivali, ma non mancano gli spunti sul resto del gruppo.
Diamo spazio, dunque, ad alcune riflessioni, delusioni e sentenze dopo due settimane di gara.
VINGEGAARD DOMINA O SI ALLENA?
Negli ultimi giorni è sorta questa domanda: Vingegaard sta lottando davvero per vincere il Giro d’Italia o si sta allenando in vista del Tour de France? Domanda lecita, visto che il danese non ha mai nascosto come la Grand Boucle rappresenti l’obiettivo primario della sua stagione, e che a un certo punto del Giro (se il distacco lo permetterà) potrebbe iniziare a risparmiare in vista della corsa francese.
Vingegaard con ogni probabilità non è al 100%, e forse neanche al 90%, ma l’attuale condizione gli sta bastando per vincere il Giro. Dopo gli scricchiolii visti sul Blockhaus e una crono non brillante, la prestazione (sua e della Visma) mostrate da Aosta a Pila hanno tolto tutti i dubbi.
ONORE A EULALIO
Ha onorato la Rosa dal primo all’ultimo chilometro che l’ha indossata. Questo ragazzo è la sorpresa del Giro, sa che dovrà soffrire ancora molto, ma un piazzamento in top5 o top10 sarebbe un gran bel risultato.
PIGANZOLI SUPER GREGARIO
Che gamba, che gregario e che notizia per il ciclismo italiano. Davide Piganzoli sta correndo un Giro d’Italia perfetto. Protagonista nella seconda tappa con il forcing per Vingegard, ultimo uomo sul Blockhaus e a Pila, dove poi si è anche messo a ruota di Gall prima, e di Pellizzari poi. Lo scorso anno faticò molto, quest’anno con meno pressioni e compiti diversi sta dimostrando molto.
MILAN E CICCONE A SECCO
Compagni di squadra, ma entrambi a secco: Jonathan Milan e Giulio Ciccone sono ancora in cerca del primo successo in questo Giro d’Italia. Per il velocista non restano molte occasioni oltre a Roma, mentre per Giulio spazio alle tappe dalla sedici alla venti. Visma permettendo, il terreno c’è, sia per la fuga che per una volata ristretta.





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