Ad inizio stagione, ci eravamo cimentati nel predire l’andamento della massima serie del nostro campionato di calcio (trovate sotto la prediction). Adesso, vorremo inquadrare meglio come effettivamente si sono comportate le squadre della serie A. C’è chi ha deluso le aspettative? Come è stato questo campionato? L’Inter ha meritato di vincere?
IMPRESA DI CHIVU O OCCASIONE SPRECATA PER MILAN E NAPOLI?
Giustamente, avevamo considerato l’Inter sfavorita rispetto a Milan e Napoli ad inizio campionato, perché era necessario un rebuilding della squadra, dopo la sconfitta in finale di Champions e l’abbandono di Simone Inzaghi. Chivu è stato bravissimo nel diventare nell’immediato una figura di riferimento per lo spogliatoio, senza stravolgere il sistema di gioco. Tuttavia, Milan e Napoli hanno delle recriminanti.
Dal Milan e da Allegri non ci si aspettava un gioco divertente, un gioco estremamente offensivo, ma il risultato finale dice una verità inconfutabile. Il Milan ha vinto il derby d’andata e di ritorno e ha battuto il Napoli quando la corsa scudetto era ancora viva. Queste vittorie, però, sono frutto di un gioco difensivo che è utile nel momento in cui la squadra avversaria attacca con grande forza, ma rischia di non funzionare quando dall’altra parte di campo non si costruisce gioco. Ed è quello che è successo nelle sconfitte con Cremonese, Parma e Udinese, dove il Milan ha sofferto non potendo sfruttare il contropiede e non essendo in grado di prendere iniziativa.

Il Napoli, invece, è stato sfortunato per i tanti infortuni, anche se per Conte rimane il problema della gestione degli appuntamenti infrasettimanali. Il Napoli si è portato a casa la Supercoppa, ma rimane una squadra che, senza l’affermazione in Europa, non può considerarsi una squadra top. L’eliminazione in Champions League con il pareggio con il Copenaghen, l’eliminazione in coppa Italia per mano del Como e un secondo posto raggiunto all’ultimo non sono dei risultati eclatanti per quello che una piazza del genere potrebbe proporre.
INTER E COMO HANNO GIOCATO A CALCIO, MENTRE GLI ALTRI?
E, poi, c’è un altro problema generale di questo campionato: la qualità del gioco. Non è una questione soggettiva, lo dicono i numeri: in Italia la media goal del campionato è di 2,2, con tante, troppe partite finite 0-0 (ben 36). Al contrario, in Bundesliga si viaggia sul 3,14, in Ligue One sul 2,92, in Premier sul 2,74 e in Liga sul 2,61; delle differenze davvero evidenti in parametri di spettacolarità.

Storicamente, la Serie A è un campionato in cui le squadre costruiscono dal basso, non rischiano, e in cui l’aspetto tattico è determinate. Questa stagione, però, ha dimostrato che di evolversi non c’è proprio verso: il ragionamento non deve essere schifare il gioco difensivo, ma non diventare attendisti, incapaci di prendere iniziativa. L’Inter, ad esempio, è stata premiata dal gioco offensivo sulle fasce con Dumfries e con il miglior assistman, Federico Dimarco (17 assist) e dai due attaccanti più prolifici della Serie A, Lautaro Martinez e Marcus Thuram (28 goal in due). Tra le altre, abbiamo visto la Roma e la Juventus di Spalletti giocare a tratti un buon calcio, ma l’unica squadra che si salva veramente insieme ai nerazzurri è il Como di Fabregas. Avevamo ipotizzato che il Como potesse arrivare in Conference League, ma non pensavamo che potesse addirittura lottare per la Champions League, ed il merito è tutto di un allenatore che ha voluto, in primo luogo, che i suoi giovani giocassero un calcio “divertente”.
Invece, tra le delusioni di questa stagione 2025/2026, ci sono sicuramente Atalanta e Bologna. La Dea è andata incontro ad una netta involuzione, prima con Juric e poi con un Palladino che non è stato in grado di dare costanza alla formazione Bergamasca. E, poi, il Bologna. La squadra guidata da Vincenzo Italiano ha vissuto una stagione terribile, nonostante una rosa giovane e promettente. Chiudere, dopo un anno in UCL e uno in UEL, fuori dalle coppe, è una delusione importante.






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