Armoni Brooks sarà un nuovo giocatore dell’ASVEL. Dopo settimane di corteggiamenti tra la guardia americana l’Olimpia Milano, il Partizan e il Fenerbahce, non ci sono più dubbi sul futuro.
Brooks lascerà Milano al termine della stagione per trasferirsi in Francia alla corte di Tony Parker, dove firmerà un biennale da 4,6 milioni di euro, oltre che unirsi a una squadra che pare aver cambiato decisamente i suoi obiettivi futuri.
In casa Olimpia Milano, però, l’impressione è che sia stato commesso per la terza volta lo stesso errore: ritardare troppo il dialogo per il rinnovo.
BROOKS COME PUNTER E HALL
Stesso ruolo, talento simile e stesso finale, è questo che hanno in comune Armoni Brooks, Kevin Punter e Devon Hall. Per la terza volta negli ultimi cinque anni l’Olimpia Milano perde un giocatore futuribile in un ruolo, quello degli esterni, tra i più ricercati. Perde l’MVP della LBA, ma soprattutto un giocatore moderno capace di unire atletismo, fisicità ed esplosività. In grado di andare a rimbalzo, attaccare il ferro e decidere da solo le partite grazie alle sue triple; uno di quei giocatori su cui si potrebbe tranquillamente costruire una squadra.
Ma arriviamo all’errore: perchè si arriva sempre a fine stagione per parlare di rinnovo? Con ogni probabilità i colloqui iniziano ben prima dei mesi caldi della stagione, ma ciò che occorre è che si arrivi a un rinnovo già nei mesi di febbraio e marzo, anticipando la concorrenza e, probabilmente, risparmiando qualche migliaio di euro ma riuscendo a evitare una vera e propria asta, che molto spesso si finisce per perdere.
OLIMPIA, NON SALUTA SOLO BROOKS
Armoni Brooks non sarà l’unico Big a salutare a fine stagione; oltre a lui Josh Nebo e forse anche Shields e LeDay, i cui rinnovi sono ancora da discutere. In estate, dunque, si prospetta una vera e propria rivoluzione sia nel reparto esterni che nel pacchetto lunghi, con l’obiettivo di costruire una squadra su misura di Peppe Poeta.






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