Tornando indietro nel 2021, quando Ducati si stava iniziando ad affermare come una scuderia capace di dominare il motomondiale, mai avremmo pensato quanto la situazione sarebbe cambiata in poco tempo. E, dietro a tutto questo, c’è un nome che ha cambiato gli equilibri: ovviamente Marc Marquez. Ma perché uno dei piloti più forti di sempre può essere un problema per la squadra?
LO STILE DI GUIDA ESTREMO
Marquez è un pilota talentuosissimo: tra tutti coloro che si schierano in griglia, sai che è quello che stacca più tardi, sai che è quello che ha la migliore percorrenza in curva, sai che è quello che sa tenere la moto in pista in qualsiasi condizione. Da un punto di vista prettamente qualitativo, per una squadra non c’è nulla di meglio, perché sai che puoi fare costantemente affidamento su di lui.
C’è anche un problema, però, e lo possiamo osservare analizzando la carriera dello spagnolo. La facilità di guida di Marquez, per contrapposizione, mette in difficoltà il team di ingegneri. Un conto è avere i feedback da un pilota normale, un conto e averli da un pilota come lui: avere uno capace di guidare un mezzo estremo o con un set-up lontano dalla perfezione è un parametro identificativo pessimo per gli ingegneri, perché in tal modo faticano a capire in cosa possono migliorare la moto.
Se guardiamo, ad esempio, il percorso in Honda del campione del mondo in carica, capiamo molto cose. Honda ha iniziato a performare sempre meno con l’avvento della pandemia Covid, un po’ perché sono stati tagliati dei fondi e un po’ perché gradualmente Ducati ha saputo destreggiarsi meglio con le nuove tecnologie. Però, la causa è stata anche Marc! Da quando, infatti, Marquez non è più rientrato al centro del progetto della casa nipponica, il team non è riuscito ad adattare il progetto della moto alle richieste dei nuovi piloti.
IL CASO DUCATI CON BAGNAIA
L’approdo nel 2025 presso il team ufficiale della Ducati ha cambiato profondamente gli equilibri della squadra. Infatti, Francesco Bagnaia, due volte campione del mondo con Ducati, arrivava da una sconfitta molto pesante ai danni di Jorge Martin l’anno precedente: in base a ciò, Ducati decise anche di privilegiare in alcune scelte l’esperienza di Marquez.
Fatto sta che, da quel momento, il rapporto tra Ducati e Bagnaia prese un piega totalmente negativa. Dietro a ciò, ancora una volta c’entra Marc. Il suo stile di guida estremo, particolarmente in fase di frenata (Marquez frena prima e sfrutta la sua abilità nella percorrenza della curva con la gomma posteriore), va contro alla filosofia precedente della Ducati Corse: Pecco si era sempre trovato bene con una moto che gli permettesse di frenare tardi e forte con l’anteriore, per poi riaprire in un secondo momento sul gas. Essere stato costretto a cambiare il proprio stile di guida in funzione dei quello del compagno, ha intaccato notevolmente la fiducia del piemontese.






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