Chi è Tyra Grant? Quanto in là può spingersi la promessa del tennis italiano

Grant

La giovane classe 2008 ha sollevato il trofeo della Billie Jean Cup, seppur non scendendo mai in campo. Nonostante la scelta di non partecipare al Roland Garros, il percorso sulla terra rossa è stato eccezionale, con l’approdo al secondo turno a Madrid e a Roma e la vittoria del W75 di Kosice (Slovacchia). Un prospetto cresciuto a Bordighera alla Piatti Academy, che ha preferito la nazionalità italiana a quella americana del padre.

Le origini

Tyra Grant, o meglio, i fratelli Grant (la nostra promessa ha anche un fratellino molto in gamba) sono nati a Roma da Tyrone Grant, ex cestita statunitense, venuto a giocare nel Bel Paese, e dalla maestra nazionale Cinzia Giovinco. Le prime esperienze con la racchetta in mano sono presso il centro vigevanese di Selva Alta, famoso in tutta la Lombardia per la caratura degli insegnanti.

Venendo notata dai collaboratori di Riccardo Piatti, piano piano sposta la base di allenamento a Bordighera, dove ha anche il privilegio di poter scambiare con Sinner e i professionisti che passano di lì. Le prime tappe della sua carriera da juniores sono a stelle strisce: essendosi poi trasferita nel 2022 in Florida per intensificare la sua crescita sportiva, Tyra scelse in un primo momento la nazionalità di suo padre. Si distingue particolarmente come doppista, conquistando il titolo all’Australian Open, al Roland Garros e a Wimbledon.

Il cambio di nazionalità e il debutto a Roma

La svolta, a livello di bandiera, arriva in primavera. Dopo un 2024 in cui aveva continuato a rappresentare gli USA anche nel debutto da pro, Grant sceglie di tornare sui propri passi e così diventa un’atleta tricolore. In tal modo, viene offerta alla giovanissima una WC per poter partecipare al Master 1000 di Roma. Sul centrale gioca una partita combattuta, ma esce di scena contro la Croata Ruzic, che sconfigge l’italiana con il punteggio di 3-6 6-3 7-5. Le prestazioni in crescita, con una finale in un torneo in Polonia ad agosto, non passano inosservate. Tathiana Garbin decide di convocarla per la prima volta e Tyra alza il trofeo al cielo con le sue compagne. 

Dopo un inizio di 2026 sottotono, la stagione su terra ha dato ragione al progetto Grant. Risultati importanti, ma soprattutto continuità di gioco, resistenza e volontà di soffrire per il raggiungimento della vittoria. La classe 2008 così ha raggiunto il best ranking il posizione 184, ma l’obiettivo è entrare nelle prime 120 del mondo entro fine anno. Con Paolini poco in forma, l’Italia spera in Tyra per il rilancio del tennis femminile italiano!

 

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