Il 32° scudetto della storia dell’Olimpia Milano porta il segno di coach Peppe Poeta. Subentrato in panchina a metà stagione dopo le dimissioni di coach Ettore Messina, l’ex Brescia si è fatto trovare pronto con quasi un anno di anticipo sulla tabella di marcia, regalando all’Olimpia ben due trofei in pochi mesi.
L’OLIMPIA DI PEPPE POETA
Non era facile. Non lo era per davvero tanti motivi: dallo spogliatoio “contro Messina” a un roster mal costruito, fino alle critiche per le brutte prestazioni europee, che anche in questa stagione non sono valse nemmeno i play-in.
Subentrare in corsa alla guida di questa Olimpia Milano non era facile, non lo sarebbe stato per nessuno, e dire che per Poeta è stato tutto rose e fiori sarebbe dire una grossa bugia.
Ci sono stati degli alti e dei bassi, alcuni molto alti, altri molto bassi. La squadra, però, è sempre rimasta sotto la guida del suo coach, che più di una volta si è preso le colpe per quei terzi e quarti periodi insignificanti all’interno delle partite (di Eurolega).
POETA OLTRE LE DIFFICOLTÀ
Milano quest’anno non è stata costruita su misura per lui, e questo si è capito subito, ma le ore nello spogliatoio giorno dopo giorno hanno ripagato, e Peppe ne esce con uno scudetto al suo secondo anno da capo allenatore…trofeo che da giocatore gli è sempre sfuggito.
Il lavoro fatto nel mese dei play-off è da grande allenatore. Chiude la squadra, fa gruppo, ci si guarda negli occhi e si lavora uniti per un ultimo obiettivo: il tricolore. Le rotazioni sono chiare, fuori restano Booker, Dunston e Sestina, con tanto di fiducia agli italiani che hanno trovato meno spazio. L’esito è sotto gli occhi di tutti; la run play-off di Ousmane Diop non ha bisogno di essere raccontata, così come alcune buone uscite di Nico Mannion.
Il resto lo fanno i campioni. Lo fa Brooks, MVP per l’ennesima volta, lo fa Shields con prestazioni solide e con meno palla in mano, lo fa Nebo finalmente in forma e lo fanno le stoppate di LeDay e la leadership e difesa di un grande Bolmaro.
I DUE VOLTI DA CUI SI RIPARTE: GUDURIC-BOLMARO
Il 32° scudetto non può che essere dolce-amaro per l’Olimpia, che con ogni probabilità perderà ogni membro del suo quintetto titolare per ripartire da zero con una nuova epoca.
Poeta e l’Olimpia ripartiranno da Leandro Bolmaro e Marko Guduric. Il primo si è innalzato come leader indiscusso della squadra nei momenti più delicati delle partite, e ha anche dichiarato di “vedersi come capitano tra qualche anno”. Fronte Guduric il discorso è più complicato; il serbo ha sofferto e faticato per tutta la stagione, ma ci si augura che la conclusione di gara 4 possa essere la chiusura di un brutto capitolo in vista della prossima stagione.
All’Olimpia che verrà serve il nuovo Marko, a settembre scopriremo se risponderà presente.





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