Il Mondiale “americano” com’è andato? Il parere della redazione

Mondiali

Alla vigilia del Mondiale ci eravamo esposti con le nostre favorite, le possibili sorprese e le delusioni. Oggi, a distanza di 40 giorni, ci esprimiamo in maniera critica sul Mondiale giocato in America, Canada e Messico. Spettacolo, regolamento, audience, politica e delusioni: un mix di emozioni lunghe oltre un mese.

MATTIA VALENTINI:

Il mondiale concluso domenica è stato l’emblema di quello che sarà il calcio del futuro con molto più spettacolo, molte più pause e soprattutto un maggior numero di squadre che ha visto la disputa di una partita in più. Tutto ciò potrebbe danneggiare le condizioni dei giocatori ma ormai dobbiamo prepararci al calcio del futuro.
A livello di campo molte le sorprese come l’eliminazione precoce di Brasile e di Germania oppure il mancato arrivo in finale della nazionale francese. Vince la Spagna che ha giocato molto bene sia in fase difensiva che offensiva, trionfando meritatamente.

GIANLUCA BANFI:

Questo Mondiale americano mi ha lasciato tante ottime impressioni!
Il numero di squadre non è stato un limite dato che molte di quelle che davamo per spacciate sono riuscite in imprese storiche. Oltre a ciò ci sono state grandissime partite in stadi perfetti per una competizione così importante.
Alla fine ha vinto la Spagna che ha meritato più di tutti questo trofeo, premiata da Infantino assieme a Trump, i quali hanno macchiato un po’ la competizione con la scelta di revocare un espulsione per la prima volta nella storia mondiale.

GIOVANNI PASQUALATO:

Il mondiale 2026 è stato frizzante e spettacolare nonostante l’assenza dell’Italia. La competizione merita la promozione in pagella, per come sono state gestite le tante partite su ben 3 paesi diverse, ma non a pieni voti. Il caso Balogun rimarrà una macchia indelebile, un’ altra figuraccia da parte della Fifa. Per il resto, onore alla Spagna, ha vinto la squadra che ha concesso meno, che ha saputo gestire al meglio le energie. Anche se, per come è andata, l’Argentina e sopratutto Messi dovrebbero essere incoronati vincitori morali della competizione. Vero, avranno ottenuto l’argento, ma per come hanno combattuto non c’e una nazione capace di replicare quello che han fatto.

GIOVANNI CALLOZZO:

Il mondiale 2026 ha portato con sé novità importanti, soprattutto sul fronte arbitrale. Le nuove norme pensate per ridurre le perdite di tempo e la tolleranza zero verso i comportamenti antisportivi, come l’espulsione diretta in caso di insulti con mano davanti alla bocca, hanno reso le partite più scorrevoli, intense e corrette. Non sono mancate tuttavia le polemiche, una tra tutte quella nei confronti del tanto discusso “hydration break”, che troppe volte ha spezzato il ritmo della gara.

AMBROGIO ZANATI

Nonostante l’assenza dell’Italia, questo Mondiale 2026 non ci ha sicuramente annoiato. La gestione della competizione divisa in 3 paesi è stata molto buona, ma non sono mancati episodi al quanto controversi. Il caso Balogun resta certamente una macchia indelebile; ennesima brutta figura per il presidente della FIFA Gianni Infantino. Onore alla Spagna che ha meritatamente vinto la competizione, concedendo pochissimo e gestendo al meglio le energie. Complimenti anche all’Argentina di Lionel Messi che, grazie alla forza del proprio gruppo, è riuscita comunque ad arrivare in fondo. Bene anche il Marocco, che si conferma nazionale molto interessante e la Norvegia, che ha eliminato il Brasile ed impaurito l’Inghilterra. Grandi delusioni di questo Mondiale il Brasile, la Germania e anche la Turchia.

GIACOMO BAY:

Un mondiale atipico quello andato in scena quest’anno, all’insegna della tecnologia (che non sempre ha funzionato a dovere) e delle performance musicali (forse a tratti eccessive, basti pensare ai ventisette minuti di show tra i due tempi regolamentari della finale). Nel complesso il mondiale ci ha regalato molte sorprese, tra cui le ottime prestazioni di Capo Verde e Marocco, e diverse polemiche, ad esempio quella relativa alla famosa chiamata di Trump a Infantino. Tirando le somme, il mondiale 2026 è stato uno dei più discussi e controversi di sempre, mostrando quanto la politica si sia mischiata con la pura competizione sportiva, snaturando la natura di una competizione di questo livello.

STEFANO RECCAGNI:

Un misto tra spettacolo e politica, tra scelte in favore  del gioco e scelte mirate per l’audience, il Mondiale 2026 è stato sicuramente bello e divisivo, e potrebbe rappresentare un tourning Point nella storia moderna del calcio. Il modello americano di sport, basato molto sullo spettacolo, in Europa non piace, ma mai dire mai. Ci teniamo quello visto in campo, con la Spagna che vince meritatamente il mondiale, a discapito dell’Argentina, figlia più del cuore del collettivo che del gioco. Deludono Brasile, Germania, Francia e Turchia, ma con i cambi in panchina ci sarà da divertirsi già nell’Europeo 2028. 

 

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