Sinner News: perché Sinner è il nuovo Federer? Le somiglianze tra i due campioni

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Qualche giorno fa, l’8 agosto, Roger Federer ha compiuto 45 anni. Nonostante si sia ritirato nel 2022, Re Roger rimane un’ icona di stile, eleganza e compostezza, un role model anche fuori dal campo. Ma chi, tra i giovani tennisti di oggi, ricorda di più Federer?

SINNER COME FEDERER

Jannik Sinner è sulla strada per diventare un’icona come Federer, e su questo non ci sono dubbi. In che cosa ricorda particolarmente lo svizzero? Innanzitutto, la classe. Per molti tifosi, Sinner è un robot freddo e privo d’emozioni, pochi concepiscono che dietro la sua compostezza ci sono anni di lavoro sull’autocontrollo. Proprio come a Federer, gli addetti ai lavori attribuiscono a Sinner l’etichetta del gentleman, per la sua educazione e per ciò che comunica: “Io non temo nessuno, ma rispetto chiunque”, la massima di re Roger è stata ripresa teutonicamente dal numero uno del mondo.

C’è anche un discorso di stile. Sinner, per certi versi, ricorda Roger anche fuori dal campo. Lo sponsor Nike, che ha vestito The Swiss Maestro per gran parte della sua carriera, ha scelto proprio Jannik come erede di Federer e lo stesso poi ha fatto anche Rolex. Lusso senza ostentare, la massima forma d’eleganza: Federer tra Louis Vuitton e Mercedes e Sinner tra Gucci e Alfa Romeo. Sinner da Federer ha preso anche la retorica. Sempre ringraziare il team e tutti coloro che lavorano insieme a te, anche con una vena umoristica per stemperare la tensione: il segreto di Federer per creare un’alchimia perfetta con la squadra è diventato il mantra del tennista italiano.

LA DIFFERENZA STA IN CAMPO

Ci sono anche delle differenze evidenti fra i due, sicuramente quella più importante è lo stile di gioco. Federer ha costruito la sua carriera sul tocco, sull’impostare il suo gioco sull’attacco a partire dal servizio per arrivare alla rete a chiudere il punto. Variazioni, palle corte e trickshot erano il pane dello svizzero, cose che per Jannik, invece, non sono mai venute naturali. Sinner non avrà mai la mano di Federer, ma è anche vero che Federer in nessun momento della carriera ha toccato le velocità massima che Sinner imprime ai suoi colpi. Essendo appartenuti a due epoche diverse, entrambi sono arrivati al top in due modi diversi, adattandosi al gioco proposto.

Eppure, anche qui, qualcosa accumuna i due campioni. In primo luogo, il lavoro dei piedi, fondamentale per il livello di gioco d’entrambi. E, poi, la concezione del gioco. Entrambi si sono sempre concentrati sulla vittoria, di come affinare e cambiare, talvolta, il proprio tennis in funzione dei titoli che dovevano vincere. La mentalità è uguale: vincere proponendo il proprio gioco, senza dimenticarsi di divertirsi e di vivere la propria esperienza tennistica come un privilegio. E, forse qui, un’ultima differenza. Se Jannik questa cosa l’ha sempre avuta, non si può dire lo stesso per Federer. Da ragazzino ribelle, è diventato re passando da racchette rotte e crisi isteriche. Insomma, percorsi diversi, ma un risultato finale che si prospetta essere il medesimo!

 

 

 

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