Prima la sconfitta per 4-3 contro il Brugge, primo vero campanello d’allarme per i neroazzurri, e poi la sconfitta rimediata, ancora una volta, con gli acerrimi rivali del Milan per 3-1. Sotto la lente d’ingrandimento i movimenti di coach Cristian Chivu: cosa deve cambiare il romeno per evitare di finire nel mirino della dirigenza?
UN INTER SVOGLIATA
In primo luogo, non bisogna nascondere le colpe della squadra. I neroazzurri, forse un po’ perché si sentono già campioni in Serie A, forse un po’ perché non hanno trovato ancora i punti di riferimento dopo la sessione di mercato, non hanno ancora trovato quel livello d’attenzione che richiedono le partite da dentro e fuori.
Grandi leziosità particolarmente in difesa. Da risolvere il problema del difensore centrale, perché manca un difensore puro vecchio stile che possa marcare a uomo i centroavanti delle big. Molto male anche Bisseck in fase d’impostazione, per non parlare dell’inizio di stagione terribile da parte di Akanji e della condizione di Stones.
UN DERBY AL CONTRARIO
Tuttavia, Chivu non è esente dal prendersi le colpe, soprattutto per come ha gestito il derby. Con gli attaccanti contati, è stato costretto a passare dal classico 3-5-2 al 3-4-2-1, ma la gestione del nuovo modulo è stata pessima:
- Thuram completamente isolato da solo in attacco, nessuno pronto a fare azione evasive accanto a lui.
- I 2 dietro Thuram, Sucic e Diouf, non per colpa loro, non sono stati in grado di esprimersi al meglio. Grave errore di Chivu nel non trovare le adeguate contromisure.
- I cambi sono arrivati tardissimo. Far entrare Di Marco, Bonny e Pio a soli 8 minuti dal termine dei regolamentari è stata una mossa sbagliata, perché all’Inter serviva una scossa ben prima. Chivu è stato molto passivo.
SOLO UNA SCUSANTE
L’unica cosa che forse non stiamo tenendo conto è la gestione delle energie: a Cristian Chivu l’uscita dalla UCL nella passata stagione contro il Bodo non è affatto piaciuta.
Una gestione quindi più lungimirante della squadra per permettere ai giocatori di esprimersi al meglio a fine stagione potrebbe essere nel disegno dell’allenatore, anche se, in Champions League contro il Feyenoord l’Inter è chiamata a trovare subito quelli stimoli che sono mancati.





Lascia un commento