Il mondiale di basket apre i suoi battenti anche per le azzurre, e lo scenario è scoppiettante già da subito. Lo scenario infatti è quello di Berlino, e il girone è di ferro, si presentano infatti sulla stessa strada Cechia, USA e Cina.
Sebbene per accedere agli ottavi basti pure un terzo posto su quattro (la formula prevede la prima classificata ai quarti di finale, la seconda contro la terza di un altro girone nel preliminare per accedere ai quarti, viceversa per la terza e la quarta eliminata), il rischio di incontrare una squadra ancora più forte mediamente in seguito è elevato. Infatti, nel girone di abbinamento a quello delle azzurre, vi sono Australia, Turchia e Belgio solo per citarne tre.
La scia d’orgoglio da cui proviene l’Italia
L’Italbasket femminile attualmente allenata da Capobianco, è detentrice di un bronzo europeo ottenuto battendo una temibile Francia. L’accesso alla finalina tra l’altro fu dovuto ad una sconfitta di misura contro le future campionesse belghe.
Per quanto possa essere stata vinta una medaglia, il traguardo più eclatante e clamoroso rimane pur sempre una ritrovata qualificazione ai mondiali. Non avveniva da ben 32 anni! Un letargo che va oltre l’inizio del nuovo millennio! La qualificazione è avvenuta proprio grazie alla classificazione all’europeo che ammette le prime cinque classificate della competizione continentale agli spareggi internazionali.
Da lì ha ottenuto un secondo posto valevole per la qualificazione definitiva ai mondiali (bastava anche il quarto), in un girone impreziosito dalle presenze importanti in primis proprio degli USA e della Spagna finalista all’europeo menzionato, poi Senegal, Puerto Rico e Nuova Zelanda. Con le vittorie abbastanza scontate su queste ultime tre, rimane comunque prestigiosa la vittoria su un’ottima Spagna.
Primo step superato e approvato contro la Cechia…
La prima partita vede le azzurre impegnate contro le boeme, contro cui all’inizio si presenta tanta difficoltà forse dovuta anche alla difficoltà dell’esordio alla competizione. Sta il fatto che il primo parziale si chiude sul 17-14. Ad una certa del secondo le avversarie raggiungono persino il loro massimo vantaggio di 8 punti sul 26-18. Soffriamo molto i loro inserimenti, ed i loro tiri dal perimetro, noi invece siamo poco combattive a rimbalzo.
Poi qualcosa cambia a partire dal time out doveroso chiamato da Capobianco. Qualche cambio sistema le cose in meglio, vedasi Madera che con la sua precisione dal perimetro riesce a trovare delle ottime triple.
Poi gli inserimenti di Keys e Andrè che agilmente trovano spazio in una difesa schierata compositamente. Il secondo parziale si chiude così sul 31-30 per le ceche.
I cambi e l’abilità nelle transizioni svoltano la partita. Noi siamo più leste a recuperare i palloni vacanti. Cubaj riesce a far prevalere alla lunga la sua fisicità, poi nei terzi tempi non la ferma più nessuna.
Ma soprattutto Zandalasini che alza vertiginosamente le sue percentuali dai 6,75 metri e le finte ubriacanti di Villa (encomiabile il suo tiro da tre punti in step back ad evitare la stoppata avversaria) firmano la vittoria delle azzurre con un buon 54-63, a tratti agli sgoccioli di gara allungato con un massimo vantaggio di undici punti.
…contro gli USA però è tutta un’altra storia
Stasera ci attende la sfida contro le temibilissime statunitensi, detentrici non solo del titolo, ma anche campionesse olimpiche. Le stesse alle qualificazioni hanno rimpinguato il nostro canestro finendo per imporsi con un 93-59. Se la Cechia è stato dunque una scogliera da scalare, in confronto gli USA sono l’Everest.
La strategia di seguito proposta non sarà forse la chiave alla vittoria dell’incontro visto il notevole divario tecnico tra le due squadre, ma può far fronte al non prendere un distacco troppo memorabile.
Se loro sono veloci ad attaccare, noi proviamo le nostre soluzioni in attacco ed eventualmente il tiro da una distanza improponibili. Di sicuro evitiamo che prendano il pallone in transizione prendendo posizione in difesa preventivamente, altrimenti sono già due punti subiti.
Evitiamo di farle tirare dal perimetro, hanno delle tiratrici davvero ottime, un attimo di esitazione nell’intervento e subiremo tre punti. Marchiamo a uomo, non a zona, altrimenti i loro inserimenti saranno all’ordine di ogni giocata stelle e strisce, questo si riconduce in parte a quanto detto prima sui tiri dalla distanza.
Loro cercheranno i falli, quindi giochiamo temporeggiando, creando blocchi e alla ricerca del controfallo di sfondamento tenendo alte le mani ma non troppo invadenti.
In attacco sfruttiamo il nostro veloce giro palla laddove sia possibile, evitando soprattutto le loro transizioni. Lo scopo è anche quello di liberare al tiro Zandalasini, le qualità le ha tutte per i tre punti.
Giochiamo di pick’n roll con Cubaj, ha molta fisicità e per liberarsi il canestro è la soluzione offensiva migliore.





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