Si sa, i mesi conclusivi della stagione sono quelli che mettono più alla prova le energie dei giocatori. Questa stagione, poi, in particolare è stata difficile per quanto riguarda il lato della salute dei giocatori, con gli infortuni di Alcaraz e Sinner che hanno fortemente danneggiato l’immagine del circuito. Ma chi è che arriva con più partite? Il nome è sempre quello…
ALEXANDER ZVEREV GIOCA SEMPRE
Prima della tournée Cinese, i numeri parlando chiaro: il tennista con più partite giocate è Alexander Zverev con un bilancio di 64 partite giocate (52-12), a seguire Frances Tiafoe con 59 (42-17), Bublik con 56 (36–20), Tommy Paul con 54 (34-20) e Ben Shelton con 53 (37–16).
Avere Zverev primo in questa speciale classifica non è qualcosa che deve stupire: è sempre stato uno di quelli più presenti ai suoi impegni professionistici. 82 partite nel 2025, 90 partite nel 2024 e 82 partite nel 2023; da quando si era infortunato nel 2022 non si è mai tirato indietro. Se da un lato questa strategia lo aveva penalizzato negli anni precedenti, dato che Zverev, spesso stanco, era solito perdere partite facili sulla carta; quest’anno è stato premiato con 2 slam.
CHE DIREZIONE PRENDERA’ L’ATP?
Il numero di partite giocate in un anno da un tennista è un parametro assolutamente soggettivo: nel corso della storia, ci sono stati tennisti capaci di giocare più di 100 match in una stagione, nell’ epoca di Borg, nell’epoca di Federer e ora anche in quella odierna.
Tuttavia, la vera domanda è un’altra: continueremo vedere top-10, come Zverev, terminare l’anno con 80-90 match terminati?
Infatti, se alcuni giocatori scelgono proprio per loro spontanea volontà di partecipare a tanti tornei, per sentire meglio il ritmo partita o per essere più in fiducia, molti, invece, preferiscono concentrare le proprie energie negli impegni più importanti. Proprio Alcaraz si è aperto in conferenza stampa su questo tema durante gli Us Open: “Dopo quello che mi è successo, non voglio più essere costretto a fermarmi per un infortunio. In futuro mi prenderò delle pause più lunghe. Magari non di quattro mesi, ma di uno o due, saltando alcuni tornei, perché è impossibile giocare tutto”. Uno spunto che potrebbe invitare molti giocatori a non andare oltre le 60 partite all’anno.






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