Per tutti i fan del basket americano oggi è il primo giorno in cui le stelle tornano in campo! Pur essendo Preseason, da oggi inizieremo ad intravedere sprazzi di vero basket giocato con molte squadre e giocatori che fin da subito vorranno mettersi in mostra.
In attesa dell’avvio vero e proprio della stagione, che sarà il 20 ottobre, incominciamo ad analizzare i nuovi roster per questa NBA 2026/2027. Di seguito vedremo le 5 squadre che potranno essere, per diverse ragioni, le sorprese di questa annata.
IL RITORNO DEI PACERS
Qualcuno potrebbe essersi dimenticato degli Indiana Pacers dopo l’ultima annata nei bassifondi della Lega. Dopo la Finale di Conference nel 2024 e la Finale NBA 2025, i Pacers hanno vissuto una pessima stagione nel 2026 a causa di tantissimi infortuni (Haliburton su tutti) e scambi di giocatori che non hanno permesso ad Indiana di tenere un livello adeguato.
Ai nastri di partenza però stanno bene tutti, il quintetto è di livello altissimo composto da: Andrew Nembhard, Tyrese Haliburton, Aaron Nesmith, Pascal Siakam e Ivica Zubac ai quali si aggiungono dalla panchina TJ McConnell, Kelly Oubre, Obi Toppin e Jay Huff. Tutti bei nomi, ma sappiamo che la vera forza di Indiana sotto la guida di Rick Carlisle è il gioco e il ritmo di squadra, dove vengono coinvolti dai 10 ai 12 giocatori per partita e ognuno da il proprio contributo.
Sarà una sorpresa perchè con i tanti movimenti ad Est, nessuno parla più di Indiana come una candidata alle Finali, eppure Haliburton e compagni hanno già dimostrato di essere in grado di stare sul più grande palcoscenico possibile.
I NUOVI CELTICS
Con la trade scriteriata Brown-George Boston sulla carta si è indebolita in quel ruolo, ma potrebbe essere questo il cambiamento necessario per costruire una squadra Tatum-centrica?
La sorpresa più grande potrebbe essere esattamente questa, i Celtics si affiderebbero totalmente alle mani di Jayson Tatum affiancato solo ed esclusivamente da giocatori disciplinati che devono prendere i propri tiri seguendo il piano tattico di Mazzulla, ovvero triple a sfinimento, spaziature sull’arco e tantissimi rimbalzi offensivi.
In questo senso, Boston è costruita molto bene: Tatum, recuperato a pieno dall’infortunio, sarebbe l’arma offensiva principale, gli altri al suo servizio. Infatti attorno al numero 0 ci sono tiratori incredibili come Pritchard, Hauser e Scheierman assieme a rimbalzisti fenomenali come Mitchell Robinson, Queta e Garza, tre centri che allungano rotazioni a non finire. Sponda difensiva, l’acquisto di Paul George, completa uno schieramento di primo livello assieme a White, Hugo Gonzalez e Walsh, tre dei migliori difensori sulla palla dell’ultima stagione.
Forse non saranno più i Boston Celtics che eravamo abituati a vedere negli ultimi anni o forse saranno ancora più estremi nelle scelte, questo non lo sappiamo. Sappiamo però che le idee e il buon lavoro non mancano a Boston, quindi bisogna fidarsi di questa nuova squadra e chissà che con questo nuovo scheletro i Celtics non si tolgano altre soddisfazioni.
I RAPTORS DI KAWHI
A Toronto è tornato a casa l’eroe del titolo 2019, e ora in territorio canadese si torna a sognare; ed è giusto farlo visto che questa squadra ha delle caratteristiche talmente particolari da poter diventare la sorpresa più bella di questa stagione in arrivo.
I Raptors sono da sempre una squadra ostica per tutte le avversarie, e dopo anni bui, l’anno scorso sono tornati ai Playoff facendo sudare in 7 gare il passaggio del turno ai Cleveland Cavaliers. Dopo tutte le cose positive dimostrate, hanno aggiunto in squadra pure Kawhi Leonard che sarà la guida di questo gruppo di giovani molto promettente.
Quello che rende Toronto diversa dalle altre è la capacità di trovare sempre protagonisti diversi in base alla partita che si sta giocando, e soprattutto il modo in cui tutti i giocatori in campo sanno occupare più ruoli. L’idea dietro i Raptors è proprio quella di usare giocatori con fisico e talento in grado di marcare e attaccare tutti i giocatori avversari. Scottie Barnes è il prototipo perfetto, così come lo è Murray-Boyles draftato l’anno scorso e Allen Graves quest’anno.
I Raptors sono particolari e questa particolarità può essere la loro arma principale contro le squadre più talentuose di loro ma con molta meno organizzazione.
UTAH JAZZ PRONTI AL SALTO
Questa è la vera “Hot take” di questa classifica, ma questi Utah Jazz incuriosiscono parecchio e potrebbero essere una rivelazione incredibile, non per ambire al titolo ovviamente ma un posto Playoff non è da escludere.
Il talento a Salt Lake City non era così tanto dall’addio di Donovan Mitchell e compagnia che portavano costantemente i Jazz ai vertici della Regular Season; ora il percorso di rebuilding intrapreso sembra dare indietro qualche frutto. Nel ruolo di guardia troviamo Keyonte George, Isaiah Collier, Brice Sensabaugh e la seconda scelta assoluta al Draft di quest’anno: Darryn Peterson. Talento invidiabile da molte squadre, poi però in campo scende anche altro, ed è li che Utah deve fare il salto di qualità.
Nelle ali il duo Markkanen- Jackson Jr è tanto forte quanto potenzialmente funzionale con subito alle loro spalle Ace Bailey, anche lui tanto talento quanto poca mentalità. I difetti restano nel ruolo di centro, con Nurkic titolare non si va da nessuna parte, detto che Jackson Jr può ricoprire molto bene questo spazio.
Utah, col giusto switch mentale di squadra che non deve più “tankare” ma competere, potrebbe già in questa stagione fare passi da gigante e con questi ragazzi, il futuro è fatto più di luci che di ombre.
PORTLAND IN MANO A LILLARD E MORANT
I Portland Trail Blazers per il roster che hanno non dovrebbero essere una sorpresa, ma vista la condizione in cui arrivano i due ragazzi nel titolo nessuno sa effettivamente come sarà questa stagione.
Morant è stato cacciata da Memphis, città in cui da precoce leggenda è diventato il most-hated della squadra, mentre Lillard torna a casa dopo la brutta esperienza a Milwaukee culminata col bruttissimo infortunio che lo ha lasciato fuori da più di un anno.
Oltre ai loro problemi, assolutamente risolvibili, la gatta da pelare più ostica la ha Micah Nori alla prima esperienza da Head Coach della sua vita dopo anni da assistente. Infatti il suo compito sarà riuscire a gestire tutte le guardie che ha in squadra nel miglior modo possibile. Ja Morant, Lillard, Scoot Henderson, Jrue Holiday e Shaedon Sharpe sono in 5 per contendersi 2 posti da titolare.
Dando fiducia al Coach e sperando che riesca a trovare la giusta quadra, il resto del quintetto si completa con Camara, Avdija e Clingan, decisamente un bel materiale.
Portland al momento è illeggibile ma la possibilità che possano fare bene c’è, in una Ovest sempre estremamente competitiva, Portland può trovare la sua dimensione e se Morant torna quello conosciuto a Memphis i primi anni, allora tutte le altre squadre devono stare attente.





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