I nuovi Lakers di Doncic, Brown ai 76ers e la confusione di Boston

Mercato NBA infuocato dall’apertura della Free Agency. Dopo le grosse trade di Giannis a Miami e LaMelo a Minnesota, descritte nel nostro ultimo articolo (clicca qui), ora vediamo cos’altro è successo in quello che molti descrivono come il mercato più pazzo degli ultimi anni.

LA SQUADRA DI DONCIC

Dopo l’ufficiale addio di LeBron James ai Lakers ora le priorità a Los Angeles sono cambiate con lo scettro nelle mani di Luka Doncic. Come prima operazione c’è stata la rifirma di Austin Reaves, voluto a gran voce dallo sloveno, con un contratto di 185 milioni spalmati nei prossimi quattro anni. Il backcourt Doncic-Reaves secondo i dati ha funzionato nella scorsa stagione ma questa convivenza potrebbe non reggere, soprattutto difensivamente, una volta arrivati ai Playoff. In quel ruolo, a preoccupare i Lakers ci dovrebbe essere anche l’addio di Marcus Smart, fondamentale per gli equilibri in campo e fuori, il quale ha preferito aggregarsi alla corte degli Houston Rockets.

Successivamente, dopo giorni di silenzio da parte della dirigenza Lakers, i colpi grossi sono arrivati tutti in una serata: Walker Kessler, 24enne centro ex Utah Jazz firmato per 4 anni a 130 milioni, Sandro Mamukelashvili nel ruolo di Ala a 52 milioni in 4 anni, la guardia Quentin Grimes a 60 milioni sempre per 4 anni e Collin Sexton come playmaker di riserva con un biennale da 19 milioni totali. Con queste operazioni i Lakers hanno costruito una squadra totalmente diversa da quella dell’anno scorso, vedremo se sarà una scelta che pagherà, visto che ora il monte salari si è riempito notevolmente.

La direzione è chiara, una squadra in linea con l’età del proprio leader, ma con un core di giocatori che non sempre ha dato prova di continuità. Il reparto lunghi sicuramente è migliorato ma i soldi dati a Kessler sono tanti, limitando così ulteriori movimenti. Quello che preoccupa di più è nel ruolo di ala, visto l’addio di LeBron e i dubbi su come trattenere Rui Hachimura, viste le richieste tanto alte quanto legittime del miglior giocatore Lakers negli ultimi Playoff.

Dalla panchina è andato via anche l’ottimo Luke Kennard e sarà quindi Bronny James Jr una delle carte dei gialloviola per far riposare le proprio guardie quando servirà.

A PHILADELPHIA SI TORNA A CREDERE NEL “PROCESS”

“Trust the Process” era il motto da parte dei tifosi e giocatori di Philadelphia negli anni tra il 2013-2017 per autoconvincersi che ciò che stavano facendo in quel periodo era un processo e che c’era bisogno di tempo per raccoglierne i frutti. Come tutti sappiamo quei frutti non sono mai sbocciati e Philadelphia è ripartita da capo tenendo solo Joel Embiid di quel nucleo di giocatori.

La luce si è riaccesa un minimo dall’arrivo di Tyrese Maxey ed è definitivamente tornata a brillare con il rookie di quest’anno VJ Edgecombe. A Philadelphia tutti si aspettavano una costruzione graduale attorno a loro due ed Embiid (però sempre alle prese con infortuni) e invece in quest’estate è scoppiata la bomba.

La pessima esperienza in Pennsylvania di Paul George termina con uno scambio in direzione Boston assieme a 2 prime scelte in cambio dell’MVP delle Finals 2024, Jaylen Brown. La stella numero 7 dei Celtics si trasferisce nella squadra rivale per formare un quartetto spaziale assieme alle già citate star di Philadelphia.

I 76ers in una mossa sola si sono liberati del pessimo contratto di Paul George (oltre 11o milioni in 2 anni) e hanno acquistato un giocatore più giovane e nel suo “prime” dopo un’ultima stagione che gli è valsa la candidatura nel 2° quintetto All-NBA, per i meno esperti significa che è stato votato nella Top 10 migliori giocatori della stagione 2025/2026.

Oltre a Brown, Philadelphia ha aggiunto Anfernee Simons come guardia di riserva e Dean Wade nel ruolo di Ala grande in modo da sostituire il partente Kelly Oubre Jr. Ora Philadelphia ha tutte le armi e forse l’obbligo di puntare alle Finali NBA che mancano dal 2001 ai tempi di Allen Iverson.

IL DISASTRO DI BOSTON

Dall’altro lato della medaglia ci sono i Boston Celtics, anche loro molto attivi sul mercato, ma che dopo anni di ottime decisioni hanno commesso un errore, a nostro parere, scellerato e di pura incoscienza.

Jaylen Brown, dopo la trade, ha dichiarato di essere anche lui sorpreso ma soprattutto deluso dal trattamento riservato da parte della dirigenza, a suo modo poco riconoscente per quello che lui ha dato a Boston. Come sempre la verità la sanno solo negli uffici dei Celtics ma rimane il fatto che lo scambio intavolato con Philadelphia resta un grosso mistero.

Sapevamo già che tra Brown e Celtics c’erano dei problemi e che si sarebbero lasciati in questa estate, ma il valore sul mercato del giocatore è sicuramente più alto di quello che hanno ottenuto in cambio, il tutto senza neanche la forzatura da parte del giocatore.

Ora Boston si trova senza uno dei suoi leader e con un 36enne Paul George non più in grado di essere quello visto a inizio carriera tra Indiana Pacers e OKC. Francamente questa scelta ha indispettito molti e creato confusione sulla direzione dei Boston Celtics, a metà tra rebuild totale oppure win now situation.

In Free Agency sono arrivati il 38enne Mike Conley a dare ulteriore esperienza e il fresco campione NBA Mitchell Robinson con un contratto da 48 milioni in 3 anni che i Knicks non si potevano permettere di dare.

Boston non convince, dopo un’annata ottima come l’ultima, nonostante i grossi cambiamenti, ci si aspettava di continuare verso quella direzione, cedendo Brown per ottenere giocatori più giovani ma pronti fin da subito per competere. Così non è stato ma vedremo se i Celtics riusciranno a sorprenderci anche questa volta.

 

 

 

Rispondi

Scopri di più da SPORTSIDE

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere