I voti alla partenza NBA

Due settimane in archivio ma già indicazioni importanti. La prima riguarda l’NBA Cup, sempre più guardata con interesse dal pubblico e dai giocatori stessi, e infatti, si vede il cambio di intensità e di spettacolo rispetto al ritmo blando della Regular Season. La seconda non è così piacevole e riguarda gli infortuni; mai così tanti e pesanti in così poche partite giocate, la lista di giocatori che starà fuori più di un mese è lunghissima: Anthony Edwards, Tyrese Haliburton, Jalen Williams, Chet Holmgren, Ja Morant, Jackson Jr, Kawhi Leonard e Paolo Banchero solo per citare le stelle. Questo compromette lo spettacolo della Lega di basket più bella del mondo.

Visto il campione di partite abbastanza ridotto è impossibile fare una sentenza su una o più squadra, è però interessante scoprire le sorprese di questo inizio stagione e cosa invece ci ha deluso.

TOP

10: MEMPHIS GRIZZLIES

Partiamo con gli assoluti protagonisti delle prime due settimane: I Memphis Grizzlies; un anno fa parlavamo delle due strade di Memphis: Memphis, a che punto siamo? , e la scelta è ricaduta su dare via tutti i pilastri della squadra e ripartire dai giovani e le scelte al Draft. Per ora va tutto a gonfie vele, squadra giovane, affamata, talentuosa e con la squadra davanti al singolo. Grandi meriti a Coach Lisalo, coraggioso nel mettere fuori dal progetto Ja Morant l’anno scorso, ma ora ripagato dalle sue scelte di puntare su Cedric Coward, Jaylen Wells e l’MVP delle prime due settimane Ty Jerome.

Squadra giovanissima ma che non scende in campo per tankare. Inoltre, al Draft la scelta di Cam Boozer, fresco in settimana della sua prima tripla doppia in carriera, sembra essere stata quella corretta. Memphis, ovviamente, non competerà per stare in testa alla classifica, ma puntare ad uno spot Play-in sembra essere un obiettivo concreto.

9: HOUSTON ROCKETS

Voto così alto per Houston per il solo motivo di aver capito perfettamente cosa mancasse l’anno scorso per essere una squadra da Top-tier. Oltre al record positivo, Houston gioca molto bene ed lontana dalla sua versione passata monotona e prevedibile.

Tutto questo per merito del ritorno di Fred VanVleet e la presa di Marcus Smart, due veri playmaker che liberano Amen Thompson di fare quello che sa fare meglio. Intervenendo sul mercato e tenendo in squadra VanVleet, Houston ha migliorato il suo attacco mantenendo un ottimo livello difensivo. Quest’anno i Rockets saranno una contender.

8: MINNESOTA TIMBERWOLVES

Voto altissimo anche per Minnesota, per distacco la squadra più elettrizzante sui due lati del campo in questo inizio di stagione, poteva essere un 10 ma l’infortunio di Edwards e le difficoltà, sempre più evidenti, di Gobert in un attacco più rapido hanno rallentato la marcia dei T’Wolves che restano comunque una delle migliori squadre NBA.

Per due mesi LaMelo dovrà cavarsela senza Edwards, tornando ad essere il leader come a Charlotte, passato questo test allora capiremo se è davvero diventato un giocatore migliore come sembra in queste prime uscite con la nuova maglia.

7: BOSTON

Boston merita sicuramente un commento dopo questo avvio, la teoria della squadra costruita attorno a Tatum è diventata pratica, ma soprattutto ha trovato un Paul George con la testa al 100% sul progetto. L’inizio è stato positivo grazie al supporting cast, uno dei migliori in NBA, se Tatum poi riesce ad essere con continuità questo tipo di leader, allora Boston farà grandi risultati e può impaurire le favorite dell’Est.

6: PHILADELPHIA

Philadelphia da 6 non tanto per i risultati, super positivi, ma per un gioco che deve ancora migliorare. Su Philadelphia bisogna essere critici perchè il quintetto non ha eguali e per questo motivo si pretende spettacolo in campo. Con tutti al completo Phila è la squadra da battere, ma nell’unica partita senza Embiid e contro una diretta rivale (Detroit) è arrivata una sconfitta che lascia timore vista la condizione fisica del numero 21.

D’altro canto c’è un Tyrese Maxey formato MVP che sta trascinando a suon di giocate spettacolari i 76ers e ad oggi è lui il vero giocatore di punta di una squadra con Lebron, Brown ed Embiid a dimostrazione di come, se tutto va nel verso giusto, questa squadra non ha oggettivamente limiti.

FLOP

5: DENVER

La prima squadra Flop di questa lista è Denver, record positivo, ma solo perchè c’è Nikola Jokic in squadra. Denver sembra essere colpita da un’ondata di pessimismo che è presente da ormai un paio di stagioni e il clima che si respira poi il giorno della partita ricade sulle prestazioni di squadra. I Nuggets non sono più l’attacco dei sogni come nelle stagioni attorno al titolo NBA e la difesa è sempre precaria, e nonostante ciò gli interventi sul mercato sono nulli.

Quest’anno sono praticamente gli stessi della figuraccia al primo turno dell’anno scorso e forse per questa ragione i tifosi sono i primi che vorrebbero un cambiamento come dimostrano i fischi al palazzetto durante le partite (una rarità per il tifo americano nel basket). Denver finirà comunque ben piazzata a fine stagione, ma il titolo, viste le rivali, sembra un miraggio.

4: GOLDEN STATE

Golden State, in risalita nelle ultime partite, è comunque quella squadra che sai già dove finirà visto che i risultati dipendono solo e solamente da Steph Curry. Questo roster non convince più per età e mancanza di talento puro, ma quando il numero 30 fa l’alieno come spesso li capita, i risultati arrivano.

Era ora di un All-in sul futuro con Curry a guidare la carica, così non è stato e Golden State conferma di essere nella totale mediocrità anche in questa stagione. La nota migliore è Yaxel Lendeborg, rookie di 24 anni (2 anni più vecchio di Wembanyama) che è entrato in NBA con un coraggio da vendere e che può essere la scintilla in positivo per questa stagione.

3: NEW YORK

A giugno vincevano il titolo, ora si trovano con un record negativo. Per dovere di cronaca bisogna parlare della brutta partenza dei Knicks, sia per i risultati sia per le prestazioni, ma tutti sappiamo quanto sia facile lasciarsi andare dopo aver raggiunto un obiettivo così importante nella storia della Franchigia e della città.

Quella di New York è esattamente la partenza che si poteva predire e che non accende nessun campanello d’allarme, detto che è giusto lasciarsi andare ma con novembre iniziato è tempo di fare sul serio se si vuole confermare di essere i più forti.

2: MIAMI

Orribile partenza per i Miami Heat, non per Giannis Antetokounmpo che ha già messo sul tavolo prestazioni da miglior giocatore della Lega. Anche qua si possono trovare alibi come l’ambientamento al nuovo spogliatoio e alla nuova cultura di gioco per molti nuovi innesti, ma da Miami ci aspettavamo una partenza sprint per dimostrare fin da subito il loro status.

Così non è stato, ma nelle parole di Giannis, dove assicura in un’intervista che le vittorie arriveranno, si vede il fuoco di uno che è li per vincere. Se sarà seguito a pieno dalla squadra, allora si che Miami sarà pericolosa, ma ad oggi c’è ancora molto su cui lavorare.

1: SACRAMENTO

Dare 1 a Sacramento è come sparare sulla Croce Rossa, però ci sono sconfitte peggiori di quelle che arrivano per il Tanking o per la mancanza di talento. Queste sono quelle di Sacramento dove le prestazioni statisticamente dei giocatori come Sabonis e Lavine sono buone, il rookie Acuff Jr dimostra talento ma nonostante ciò nessuno crede a questo progetto, neanche al futuro.

Spesso capita che si danno via i giocatori migliori, si tengono i propri asset giovani e di talento e si fa un patto dove per un paio di stagioni si gioca per migliorare, una volta a livello si punta a vincere.

Questo succede ovunque, tranne che a Sacramento dove i veterani prendono stipendi da urlo e il roster sembra costruito con li scarti di altre squadre senza davvero credere nei singoli; nel mentre passano rookie e giovani talentuosi che giocano senza regole e senza che venga stimolata la loro crescita.

Attenzione, con l’espansione NBA che arriverà nei prossimi anni è possibile che alcune franchigie vengano rilocate, se questo è l’andazzo dei Kings, Sacramento rischia davvero di non avere più l’NBA in città.

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