Quali saranno i problemi dell’Inter durante il campionato 2026/2027? Analizziamoli

Inter 2026

L’agevole vittoria per 4-1 sul Monza ha permesso all’Inter di iniziare subito con il piede giusto la stagione, grazie anche al buon momento di forma di Pio Esposito e Andy Diouf.

Nonostante ciò, per giudicare il rendimento della formazione neroazzurra servirebbe una prova più ardua, nonostante nel complesso, come neopromossa, il Monza non abbia sfigurato nel primo tempo. Quindi, quali saranno i nodi da sciogliere in questa stagione da parte dell’Inter?

MANCA UN VERO DIFENSORE CENTRALE

Nella prima uscita di campionato, l’Inter ha deciso di schierare la solita difesa a 3 con Bisseck come braccetto a destra, Bastoni a sinistra e come difensore centrale l’ex Manchester City Manuel Akanji, mentre nel secondo tempo proprio Akanji ha lasciato spazio a Stones, testato anche lui nella posizione di difensore centrale.

C’è qualcuno nella rosa dei neroazzurri capace di ricoprire il ruolo – in una difesa a 3 fondamentale – di difensore centrale? La realtà ci dice di no, perché tra le opzioni nessuno ha mai giocato il ruolo di difensore centrale “puro”:

  • Stones: ad inizio carriera nell’Everton ha interpretato il ruolo di difensore centrale, diventando competente nel posizionamento sui calci d’angolo, sfruttando la sua altezza in fase di copertura aerea. Tuttavia, per merito della sua capacità nel condurre il pallone e nel leggere le fasi tattiche delle partite, Guardiola al City lo ha snaturato, provandolo sia come terzino sinistro e poi quasi come centrocampista davanti alla difesa.
  • Akanji: é probabilmente il giocatore che, grazie al suo fisico statuario, può interpretare meglio questo ruolo, ma abbiamo visto anche nel goal che ha subito l’Inter da Miguel Pereira Sousa, come lo svizzero, nonostante la spiccata mobilità, non abbia quella copertura a uomo che ha un giocatore alla Bremer.
  • Bisseck: con i suoi 196 cm potrebbe benissimo giocare come centrale, non fosse per la sua ottima cavalcata offensiva e per le buone calcistiche, caratteristiche che rendono il tedesco un difensore moderno e duttile da sfruttare come braccetto. Inoltre, in fase d’impostazione come centrale ha mostrato qualche carenza: in un sistema di gioco come il 3-5-2, le imprecisioni del centrale vengono spesso punite.
  • Bastoni: potrebbe sacrificarsi come centrale, ma verrebbero a meno le sue scorribande da laterale di sinistra. Piede troppo delicato per un semplice centrale.

COME SARANNO GESTITE LE ROTAZIONI?

Questo è un altro punto importante da discernere, perché il problema dell’Inter in questa stagione rischia di non essere la mancanza di talento, ma la gestione complessiva della rosa, al fine di preservare più energie possibili in vista di un lunghissimo calendario.  

Per quanto riguarda il centrocampo si può dire che sarà certamente il reparto in cui si sperimenterà di più. Per il ruolo di regista, occupato in questo momento ovviamente da Hakan Calhanoglu, con il fine di preservare l’energie del turco, che a livello muscolare ha sempre avuto qualche problema, si potrebbe farlo provare sia a Zielinski che a Sucic. Il croato potrebbe affinare così le sue qualità tattiche, magari in partite facili sulla carta, senza avere la pressione addosso.

Invece, nella gestione degli altri 4, coach Chivu ha praticamente carta bianca. In attesa di capire il destino di Luis Henrique, sugli esterni in questo momento a sinistra rimane Dimarco, mentre il posto a destra darà presto preso da Spence, anche se la Diouf come esterno destro era piaciuto. Il posto di mezzala sarà quello più conteso, con Barella e Zielinski come titolari, ma con Sucic, Diouf, Mkhitayan e Stankovic che scalpitano in panchina. E c’è anche Curtis Jones, che calcisticamente è talmente dotato che potrebbe benissimo ricoprire tutti e tre i ruoli centrali, se non anche come esterno destro.

Per quanto riguarda l’attacco, il dilemma è soltanto uno: Lautaro Martinez e Thuram sono i titolari, ma il loro minutaggio dovrà per forza scendere per non trascurare Pio Esposito e Bonny, il cui apporto offensivo è sempre più importante. Soprattutto per quanto riguarda Pio, sarebbe un peccato non testarlo da titolare anche nelle partite più tese, perché se è effettivamente il futuro della nazionale e dell’Inter, bisogna farlo crescere.

 

 

 

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