Inter, il pagellone dei neroazzurri Campioni d’Italia

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Inter Coreografia DerbyL’Inter è Campione d’Italia per la 21° volta della sua storia. La vittoria contro il Parma di Carlos Cuesta ha matematicamente consegnato lo scudetto ai ragazzi di Cristian Chivu, facendo scatenare di gioia i tifosi neroazzurri che hanno potuto festeggiare con entusiasmo dopo un’annata difficile come quella dello scorso anno, che ha lasciato l’amaro in bocca a tutto il mondo Inter. I festeggiamenti prima a San Siro e poi in Piazza Duomo rappresentano tuttavia solo la fine di un percorso iniziato quasi un anno fa, con una squadra che arrivava dalle cocenti sconfitte in campionato e in Coppa Italia e soprattutto dalla disfatta nella finale di Champions League di Monaco. Il coraggio e la fortuna della società di puntare tutto su un allenatore di poca esperienza e la capacità di quest’ultimo di ricompattare un gruppo che sembrava ormai tutto fuorché unito hanno permesso ai neroazzurri di compiere una grande cavalcata per il raggiungimento del titolo. Chiaramente gran parte del merito va anche ai calciatori, che hanno saputo risolvere le tensioni interne al gruppo fin da subito per poi cominciare il campionato “focussati”(come direbbe Chivu) verso l’obbiettivo chiamato 21° scudetto. Ed è proprio su di loro che concentreremo le nostre analisi, valutando per filo e per segno ogni calciatore  che ha contribuito al raggiungimento della vittoria del Campionato 2025/2026. Ecco di seguito il pagellone dei neroazzurri Campioni d’Italia.

Portieri

Sommer 5: il punto debole dell’intera stagione neroazzurra. Quasi mai decisivo tra i pali e incerto sulle uscite alte, si salva solamente per la sua grande abilità nella costruzione dell’azione con i piedi.

Martinez 6,5: in campionato gioca solo qualche partita ma dà l’impressione di essere due spanne sopra l’attuale Sommer. Voto condizionato soprattutto dal grande rendimento in Coppa Italia.

Difensori

Bisseck 7: mette a tacere le critiche spesso eccessive nei suoi confronti disputando la sua miglior stagione in maglia Inter. Consente alla squadra di giocare con la linea alta ed è sempre propositivo in fase offensiva.

Akanji 7,5: il leader della difesa. La sua grande velocità in capo aperto permette di giocare in modo aggressivo, mentre le sue doti tecniche risultano fondamentali nel far partire l’azione dal basso. Upgrade totale rispetto a Pavard.

Bastoni 6,5: stagione meno entusiasmante per l’ex Atalanta, condizionata dal noto episodio di Inter Juventus e dal rosso in nazionale. Rimane comunque fondamentale per il gioco offensivo dei neroazzurri.

Acerbi 6-: l’etá avanza e si vede. Pur non soffrendo particolarmente contro le squadre medio-piccole, fatica enormemente nei big match, in cui non riesce mai a tenere una linea difensiva alta.

De Vrij 6+calciatore esemplare. Nonostante un minutaggio ridotto riesce comunque a farsi trovare sempre pronto, dimostrando di meritarsi un altro anno in maglia Inter.

Carlos Augusto 6,5: nel gioco dei neroazzurri emerge maggiormente quando gioca da braccetto, ma in generale offre sempre grande solidità e impatto fisico alla squadra.

Dumfries 6,5: fisicità, resistenza e inserimenti sul secondo palo. Sono queste le caratteristiche dell’olandese, che risultano ancora una volta fondamentali per il 352 dell’Inter. Voto che poteva essere più alto senza infortuni.

Dimarco 8,5: MVP della stagione. Batte il record di assist in Serie a segnando anche 6 reti, riscattando totalmente la stagione sottotono dello scorso campionato.

Luis Henrique 5+: gioca sempre titolare nel lungo periodo di assenza di Dumfries ma non riesce mai a dare quel qualcosa in più in fase offensiva. Timido in avanti e impacciato nelle chiusure difensive.

Centrocampisti

Calhanoglu 7+: 9 gol e 4 assist in sole 22 presenze. I numerosi infortuni lo hanno tenuto fuori dai campi diverse partite, ma il turco rimane un’arma fondamentale nei tiri da fuori e nei piazzati, caratteristiche imprescindibili soprattutto contro difese chiuse.

Barella 6+: gli ultimi due mesi e mezzo sarebbero da 7,5 in pagella, ma nel resto della stagione il giocatore pare nervoso e frenetico nelle giocate, non riuscendo quasi mai ad unire qualità e quantità.

Zielinski 8-: il suo ingresso in pianta stabile nel centrocampo neroazzurro cambia totalmente le sorti del campionato, contribuendo a un filotto di 14 partite vinte su 15 nel periodo tra dicembre e gennaio. Sostituisce Calhanoglu in maniera impeccabile ed è sempre il numero uno per qualità di giocate.

Sucic 6+: comincia la stagione alla grande mostrando tutta la sua abilità palla al piede, ma nella fase centrale del campionato offre prestazioni leggermente insipide (senza mai sfigurare). Come per Barella, alza il rendimento nel finale di stagione, rendendosi protagonista anche nel ruolo di regista davanti alla difesa.

Mkhitaryan 6: viaggia a giri più bassi rispetto alle annate passate, ma è sempre il primo per impegno e applicazione.

Diouf 6: Chivu lo utilizza da quinto di centrocampo ed è proprio lì che gioca le sue migliori partite, sprigionando le sue capacità di falcata e qualità nell’uno contro uno. Da mezzala si rivela tuttavia poco adatto al gioco palleggiato dell’Inter.

Frattesi 5-: se con Inzaghi trovava poco spazio con Chivu ne trova ancora meno. Mai incisivo nei suoi ingressi a partita in corso e a dir poco inutile (sportivamente parlando) nelle rare occasioni dal primo minuto.

Attaccanti

Lautaro 8: il capitano dei Campioni d’Italia chiuderà la stagione da capocannoniere, dimostrandosi ancora una volta il leader mentale dei neroazzurri. Emblematico il suo ritorno nel match casalingo contro la Roma, in cui segna dopo appena un minuto scacciando i fantasmi di una possibile rimonta del Milan. Unico neo il suo scarso apporto nei big match.

Thuram 7: la fase centrale del campionato lo vede faticare e non poco, ma nel finale di stagione trascina la sua squadra verso il 21° scudetto, riuscendo a non far sentire la mancanza di Lautaro Martinez. Tatticamente resta il giocatore più importante dell’Inter, capace di allungare le difese avversarie con i suoi continui attacchi alla profondità.

Esposito 7: la sua prima stagione tra i grandi è ottima. Nel gioco spalle alla porta è eccezionale e permette alla squadra di effettuare numerosi cross in area di rigore, in cui domina sulle palle alte. Se migliora nella finalizzazione diventerà senza dubbio l’attaccante titolare dell’Inter del futuro.

Bonny 6,5: la sua stagione parte fortissimo diventando titolare durante l’infortunio di Thuram, in cui grazie alla sua grande tecnica e capacità di legare il gioco riesce ad emergere. Non trova continuità a causa sì del minor minutaggio, ma soprattutto a causa del suo scarso spirito combattivo. Prima stagione comunque positiva per l’ex Parma.

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