Come hanno fatto i San Antonio Spurs ad arrivare in finale di Conference?

Dopo aver battuto al primo turno i Portland Trail Blazers e al secondo i Minnesota Timberwolves, i San Antonio Spurs sono tornati alle finali di conference che mancavano dal 2017 quando a roster c’erano ancora LaMarcus Aldridge, Kawhi Leonard, Manu Ginobili e Tony Parker. Da li in poi solo due apparizioni ai Playoff senza lasciare il segno e una squadra da rifondare.

I PRIMI PEZZI ED ERRORI AL DRAFT

La cultura di San Antonio è sempre stata quella di costruire la squadra partendo dalle proprie scelte al Draft, e così è stato anche in quest’epoca, non senza errori.

L’anno 0 è stato decisamente il 2018, estate in cui salutarono il Texas i vari Leonard, Parker e Ginobili. Quell’anno con la scelta numero 18 gli Spurs presero Lonnie Walker, guardia con molto talento ma mai sbocciato ad alti livelli in NBA, ora al Maccabi Tel Aviv.

Anche il Draft 2019 non ha portato grossi frutti con la scelta numero 19 utilizzata per prendere Luka Samanic autore di solo due stagioni complete a San Antonio con più apparizioni in G League che in NBA. A salvare il Draft, alla scelta 29, venne preso Keldon Johnson, Sesto uomo dell’anno in questa stagione e pedina fondamentale in uscita dalla panchina; il primo vero tassello del puzzle.

L’anno dopo, alla 11, viene preso Devin Vassel, che dopo alti e bassi in tutte le sue prime stagioni ora ha trovato il suo ruolo nel quintetto iniziale di Coach Mitch Johnson.

San Antonio apparentemente sta mettendo le basi per una struttura più solida, ma le stagioni con le stelle DeMar DeRozan (arrivato in cambio di Leonard) e Dejounte Murray non vanno come previsto e San Antonio si ritrova punto a capo, sperando di trovare altre soluzioni dal Draft.

Nel 2021 però arriva un grosso buco nell’acqua, alla 11 viene selezionato Joshua Primo, ora senza più una squadra, mentre nel 2022 la scelta numero 9 cade su Jeremy Sochan, quest’anno di fatto regalato a New York visto il suo scarso impiego in campo.

I FUTURI BIG THREE

Il primo vero spiraglio di luce arriva quando alla lottery del 2023 San Antonio si assicura la prima scelta assoluta, proprio nell’anno in cui dalla Francia arriva questo ragazzino di 2 metri e 20 ma con capacità tecniche da guardia. Gli Spurs inteligentemente non ci pensano due volte e prendono lui, Victor Wembanyama.

Al primo anno ovviamente non è ancora pronto fisicamente e San Antonio non ingrana neanche a questo giro, arriva 14esima in Western Conference e così ha l’occasione di scegliere ancora in top 5 al Draft. In un’annata non particolarmente ricca di talento i San Antonio Spurs prendono alla 4 Stephon Castle, nettamente ad oggi il giocatore migliore di quella classe.

Ora San Antonio ha tutto per iniziare a salire di livello, visto e considerato che in Texas è arrivato anche De’Aaron Fox da Sacramento. La stagione 2024/2025 è solo di transizione per permettere ai giovani di crescere ma Wembanyama inizia a preoccupare per le sue condizioni fisiche (poi risolte); tutto ciò sembra un incubo per San Antonio che non riesce a tornare a livello del suo blasone.

Arrivando ancora infondo alla lega con poco più di 30 vittorie in stagione, gli Spurs sono anche fortunati a scegliere sia alla 2 che alla 14. Le scelte sono azzeccatissime perchè arrivano Dylan Harper, già protagonista in questi Playoff e Carter Bryant, talento tutto da sviluppare.

COSA INSEGNA SAN ANTONIO SULLA SCIA DI OKC

Tutte queste scelte, giocatori selezionati e sviluppati ma anche errori che fanno parte del percorso ci insegnano di come l’NBA di quest’epoca si vince con la programmazione e la gestione dei contratti (più bassi per i rookie) e non con la ricerca delle stelle sul mercato o dei team costruiti su tre giocatori cardini senza role player di livello.

OKC un titolo lo ha già vinto con questo metodo partendo dall’addio di Durant nel 2016 e ora gli Spurs ne stanno seguendo le orme, aiutati anche dalla scelta di Wembanyama che si sta rivelando il miglior giocatore del mondo a soli 22 anni.

In caso di vittoria o sconfitta in questa finale di Conference contro i più esperti Thunder il concetto resta invariato in casa Spurs visto che la squadra è talmente giovane che il tempo per vincere lo avrà sicuramente nei prossimi anni.

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