Inutile dirlo, dopo il brillante 2025 e con il salto di qualità del motore Mercedes, per la Williams, finalmente, le aspettative sembravano quanto più rosee. Invece, la squadra inglese ha avuto un inizio di stagione difficile, lottando nelle retrovie. Solamente dopo il GP di Miami abbiamo visto la scuderia inglese sfruttare i cavalli del motore Mercedes, anche se il podio è ancora un miraggio.
IL PROGETTO DI VOWLES E GLI INVESTIMENTI
Negli ultimi anni il team ha compiuto passi avanti evidenti. La gestione Vowles ha riportato ordine, visione e credibilità all’interno della squadra. La Williams non è più il team disorganizzato e in costante emergenza tecnica visto nella seconda metà degli anni 2010, grazie all’approdo del team manager nel 2023. Già nel 2024, Williams aveva iniziato a a raddrizzarsi dopo degli anni in cui era andata vicino al fallimento totale. Il risultato finale del campionato costruttori è solamente il nono posto, ma la macchina si sgrezza, grazie alla modernizzazione dei software di progettazione, l’aggiornamento dei processi produttivi e l’espansione del reparto aerodinamico.
Con l’acquisto di Carlos Sainz l’anno successivo, i 30 milioni di dollari ricevuti dal nuovo core sponsor Atlassian e con l’ultima annata prima dei cambiamenti regolamentari, nel 2025 Williams apparecchia il salto di qualità. Williams chiude 5° nel costruttori, ma, soprattutto, ritrova il podio in ben 3 occasioni con il Matador Sainz. Con gli altri team già concentrati sulle monoposto del 2026, Williams ne approfitta per eliminare le inefficienze storiche della macchina e per sigillare i contratti con i nuovi sponsor Atlassian, Santander e Duracell. Ed è proprio il crescendo del 2025 a proiettare il team di Grove tra le favorite per il titolo nel 2026.
COSA NON STA FUNZIONANDO NEL 2026?
Nel periodo precedente ai test d’inizio anno l’hype era salito a dismisura, con Williams che aveva ritardato la sua presentazione per arrivare quanto più preparati alla nuova stagione. Tuttavia, già a Barcellona la situazione era ben diversa: viene subito evidenziato un problema di peso, con la vettura che arrivava a 30 kg in più rispetto alla media. E, poi, sono venute fuori tutte le altre pecche. Il motore, che nonostante sia Mercedes, non permette una corretta erogazione della parte elettrica. Il team non ha ancora sbloccato le mappature corrette e, di conseguenza, il deploy energetico non è efficiente. Poi, un altro problema importante in quel di Grove è che il simulatore non è ancora al pari dei top team. Ne consegue una cattiva interpretazioni dell’effetto scia, dell’aereodinamica attiva e del degrado gomme, tutte cose fondamentali in questa F1.
Dopo un inizio davvero da incubo, con Williams più veloce solamente di Aston Martin e Cadillac, a Miami si è vista un po’ più di competitività con entrambi i piloti a punti in 9° e 10° posizione. D’altronde, Williams ha davvero tutte le carte in regola per tornare al top: due piloti – Albon e Sainz – eccezionali, tanti soldi dagli sponsor, un progetto preciso con Vowles e un motore da urlo. Adesso, bisogna avere pazienza: gli ingredienti ci sono tutti, manca solo la ricetta!






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