Il Tour de France 2026 si prospetta tra le edizioni più belle e combattute di sempre, ma non per il suo percorso, bensì per i tanti campioni presenti al via. Pogacar, Vingegaard, Seixas, Evenepoel, Lipowitz, Del Toro, Ayuso e molti altri, ma per farci divertire questa Grand Boucle potrebbe metterci più giorni del solito.
PERCORSO FACILE?
Una cosa la si può dire con certezza, non è il Tour de France più duro di sempre, anzi. Le passate edizioni erano decisamente più impegnative e bilanciate; questa invece si appresta ad essere molto diversa. Pochi tapponi di montagna e tutti concentrati nella terza settimana, il motivo è chiaro: far sì che Pogacar non chiuda il Tour dopo poche tappe facendogli perdere di appeal e di interesse, ma rimandare le lotte decisive almeno dopo quindici giorni di corsa.
COSA ASPETTARSI NELLE PRIME DUE SETTIMANE?
Dire che nelle prime due settimane non ci potranno essere distacchi in classifica generale è certamente un errore, ma ciò che possiamo dire con certezza è che manchi il terreno per indirizzare in maniera decisiva la corsa.
Nella prima settimana saranno solo due le tappe davvero interessanti: la cronometro a squadre di Barcellona e la tappa con arrivo a Gavarnie-Gèdre, in cui si scalerà il Col du Tourmalet. Nella crono di apertura si preannuncia una prima battaglia tra i big, con UAE, Visma e Red-Bull Bora che con ogni probabilità si giocheranno la prima maglia gialla.
La seconda tappa di possibile interesse nel corso nella prima settimana di corsa è quella di giovedì 9 luglio. Tappa di montagna? Sì, ma senza troppo terreno. Lo scollinamento dal Tourmalet è situato a 39 chilometri dall’arrivo e sarà seguito da una salita molto lunga ma con una pendenza media di solo il 3,7%.
Se è vero che con Pogacar e Vingegaard in corsa è sempre lecito aspettarsi qualcosa, va anche detto che un possibile attacco del danese va escluso al 100%. Discorso diverso per Tadej, che anche nella migliore delle ipotesi faticherebbe a creare grandi distacchi visti i tanti chilometri dopo lo scollinamento, ma mai dire mai.
Decima tappa, dopo il giorno di riposo, molto mossa e con una scalata interessante ai meno 17 dal traguardo (4,4 km all’8,5%), seguita da un’altra ascesa più facile. Qui Pogacar potrebbe provare una fiammata.
Nella quattordicesima e quindicesima tappa si inizierà a fare sul serio. Due arrivi in salita, terreno per il tanto atteso duello tra i big e spettacolo che non mancherà.
TERZA SETTIMANA: CHE BAGARRE
La terza settimana inizia con una cronometro individuale di 26 km, con una piccola ascesa nel primo tratto: ci si aspettano i primi distacchi importanti. Dopo un giorno dedicato ai velocisti inizierà un trittico senza pietà: tre tappe di montagna con un’arrivo all’Alpe d’Huez, la scalata del Télégraphe e del Galibier e tante altre salite. Se la lotta per la maglia gialla non sarà ancora chiusa, come gli organizzatori del Tour e tutti gli appassionati sperano, qui non ci si potrà più nascondere, chi avrà le gambe vincerà, chi non le avrà potrà perdere tanto






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