Pogacar fa una corsa a parte, la potenza di Merlier, la verde di Pedersen e il pessimo rendimento degli italiani in gara. Sono solo alcuni dei temi emersi dopo i primi nove giorni di gara, vissuti in parte tra Spagna e Francia, con una cronosquadre iniziale e una sola vera tappa di montagna, sui Pirenei, dominata da Tadej Pogacar.
POGACAR HA GIÀ CHIUSO IL TOUR DE FRANCE?
La sesta tappa di questo Tour de France, con la scalata allo storico Tourmalet, finora sta decidendo la classifica generale: Pogacar guida con 2.42′ di vantaggio su Vingegaard. E la domanda sorge spontanea, il Tour è già chiuso?
La prestazione vista sul Tourmalet non ha eguali, e se davvero l’organizzazione auspicava a un Tour aperto e combattuto fino all’ultima tappa, la sesta è sembrata su misura dello sloveno. L’attacco in salita, il vuoto dietro di sé e ancora 40 km di strada prima del traguardo con una lunga discesa poco tecnica e un falsopiano in cui lo sloveno ha guadagnato tantissimo sul rivale danese Vingegaard.
Solo quest’ultimo, forse, proverà a impensierire Pogacar nelle prossime tappe (già domani?) di montagna, ma l’impressione è che salvo crisi o cadute staccare questo Pogacar sarà impossibile, anche per l’unico in grado farlo fino a qualche anno fa.
MERLIER E LA VERDE DI PEDERSEN, A SECCO PHILIPSEN
Se la classifica generale del Tour pare già chiusa, non si può dire lo stesso di quella a punti, che assegna la maglia verde, attualmente sulle spalle di Mads Pedersen. Lo spettacolo nelle prime volate non è mancato: Kooij, Merlier e Pedersen hanno già lasciato un sigillo sulla corsa, mentre è ancora a secco Jasper Philipsen nonostante l’Alpecin sia tra le formazioni più forti per la lanciare le volate, con tanto di VDP ultimo uomo.
Ci saranno altre occasioni, ma l’impressione è che il velocista belga ad oggi non sia il più forte, anzi. Occhio a due nomi in vista dei prossimi arrivi in volata: Girmay e Kanter potrebbero lasciare il segno.
TROPPA POCA ITALIA
Tra i temi più caldi di questo Tour, purtroppo, c’è anche quello legato agli italiani in gara. Se lo scorso anno Jonathan Milan agguantava la maglia verde e qualche successo di tappa, quest’anno all’Italia mancherà senza dubbio il primo e, con ogni probabilità, anche il secondo.
Antonio Tiberi è uscito di classifica dopo sole due tappe; la condizione non c’è e il percorso del Tour non è decisamente per lui che soffre le tappe mosse e gli arrivi in salita. Vedremo se riuscirà a centrare un successo personale.
Una gamba in crescita sembra averla Pippo Ganna, che ha chiuso quinto la nona tappa e che si ributterà in fuga alla ricerca di un successo personale. La crono della terza settimana, purtroppo, non gli si addice.






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