In un recente articolo avevamo raccontato di come il futuro di LeBron sembrasse scritto per il suo ritorno a Cleveland o Miami, o in alternativa con Steph Curry a Golden State. (il futuro di LeBron). A sorpresa, il 24 luglio è arrivata l’ufficialità della firma sul contratto da parte di LeBron James per i Philadelphia 76ers.
LEBRON, IL MOTIVO DIETRO QUESTA SCELTA
La scelta della nuova squadra non è stata casuale o dettata da accordi economici, l’unico obiettivo dichiarato del numero 23 è quello di vincere il titolo NBA per la quinta volta in carriera e chiudere così la vita cestistica in gran trionfo. Per tutta l’estate LeBron è stato ad aspettare la squadra per lui migliore in cui poter ottenere questa possibilità, e la Philadelphia della prossima stagione è stata una metà molto gradita.
Come riportato dai suoi agenti, a LeBron sarebbe piaciuto l’approdo a New York per riportare il titolo che mancava da anni, ma i Knicks lo hanno preceduto vincendo quest’anno e “rovinando” così i sogni del Re di diventare così un’icona perfino nella Grande Mela.
Abbandonata l’idea Knicks è spuntata Philadelphia, grande città dello sport americano ma a secco di titoli anch’essa da parecchio tempo, più precisamente dal 1983. Per come conosciamo LeBron, l’idea di vedersi come il Messia in grado di riportare il titolo al suo primo anno in una piazza come Philadelphia, è sicuramente la cosa che più lo ha convinto a firmare per i 76ers.
LE CIFRE SUL CONTRATTO, CHE AFFARE!
Dopo una carriera fatta di contrattoni, l’ultimo dei quali faceva percepire a Lebron più di 50 milioni a stagione, il Re ha abbassato le sue richieste in modo da dare più spazio salariale per firmare altri giocatori utili all’obiettivo comune, ovvero il titolo.
Nello specifico LeBron, con un contratto da un 1+1 anni ( in cui nel secondo sarà lui a decidere se restare o meno) guadagnerà una somma intorno agli 8 milioni totali, stipendio “solamente” di 4 milioni l’anno simile a quello di giocatori nei ranghi più bassi della NBA. Questo fa capire quanto stia sacrificando l’aspetto economico per poter raggiugere un’obiettivo a lui più importante.
Allo stesso tempo, fa riflettere sulla scelta scellerata dei Lakers di volersene liberare senza prima ascoltare le richieste del loro giocatore, che a queste cifre avrebbe permesso ai losangelini di costruire attorno, per l’ultima volta, un roster altrettanto competitivo.
IL ROSTER INCREDIBILE DEI 76ERS
Philadelphia in questa estate ha cambiato moltissimo ma tutti gli affari compiuti dalla franchigia sono da 10 in pagella! Nel mondo NBA, molto spesso, quando vai sul mercato cosi prepotentemente da portare a casa giocatori come Jaylen Brown e LeBron James sai che devi sacrificare parte dei tuoi asset con più valore (scelte a Draft, giovani futuribili o stelle affermate). Philadelphia invece ha lavorato in maniera perfetta ottenendo Brown con solo 2 scelte al Draft (+ Paul George) e così facendo ha conquistato l’attenzione di LeBron James che ha sposato pienamente la causa.
Con queste mosse i 76ers si presentano ai nastri di partenza con Tyrese Maxey, 26enne e stella con un futuro senza limiti, VJ Edgecombe al secondo anno dopo un rookie year di assoluto livello, Jaylen Brown nel suo prime e con già alle spalle un titolo NBA vinto da MVP delle Finals, LeBron James la cui carriera è ormai storia e infine Joel Embiid, MVP della stagione 2023.
Dalla panchina sono anche arrivati Anfernee Simons, Kentavious Caldwell-Pope, Dean Wade e Ariel Hukporti che si sono aggiunti al core di giovani già presenti e rimasti a Philadelphia tra cui Dominick Barlow e Adem Bona che hanno dimostrato di essere a livello giocando spesso nella scorsa stagione.
Philadelphia ha perciò uno dei quintetti più forti della prossima stagione, una panchina lunga e con talento sufficiente, una parte di giovani che continueranno a crescere, stelle in grado di guidare la squadra e LeBron James, un giocatore diverso da tutti gli altri che nonostante i suoi 42 anni da compiere a dicembre sappiamo quanto può portare ancora sul campo e fuori.
I RISCHI DI PHILADELPHIA
Raccontata così sembra che i 76ers del prossimo anno non abbiano rivali e che la loro strada sarà una passeggiata, ma ovviamente non è così.
Le maggiori preoccupazioni a Philadelphia riguardano le condizioni di Embiid, giocatore tanto dominante quanto fragile fisicamente. Se Embiid si gestisce e arriva ai Playoff al 100% allora Philadelphia ha serie possibilità di arrivare come favorita, quanto meno ad Est, se invece, come spesso è accaduto nella sua carriera, non è in perfette condizioni, allora iniziano problemi di equilibrio per i 76ers che perderebbero il loro centro titolare.
La seconda problematica è una questione più grande, che riguarda tutte le squadre che come Philadelphia cambiano di netto da una stagione all’altra. La recente storia NBA ci racconta di come nessuno vince assemblando in pochi mesi una squadra. Il titolo dei Knicks, come quello di Okc, Boston, Denver o Milwaukee è stato frutto di programmazione, crescita pezzo per pezzo e sconfitte che hanno forgiato lo spogliatoio.
La speranza di Lebron e compagni è quella di arrivare talmente pronti da sfatare questo tabù, e solo vedendoli in campo nella prossima stagione sapremo se potranno farcela.






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