Milan, Amorim riuscirà a imporre il suo calcio?

L’arrivo di Ruben Amorim sulla panchina del Milan ha portato con sé tante aspettative dal punto di vista della proposta di gioco. Se con Massimiliano Allegri ci si poteva aspettare un gioco più attendista e di contropiede, con l’allenatore portoghese la volontà è ben diversa: pressing alto, intensità e mentalità offensiva. Sulla carta il moderno 3421 di Amorim sembra poter svoltare lo stile di gioco della squadra, ma nella pratica è realmente possibile attuare queste idee di calcio?

Costruzione dal basso: idee nuove ma vecchi problemi

Le prime amichevoli stagionali hanno mostrato un aspetto cardine delle nuove idee di Amorim: la costruzione dal basso. Se lo scorso anno l’attitudine dei rossoneri era quella di far arrivare il pallone agli attaccanti nel minor tempo possibile, per la prossima stagione l’obbiettivo è quello di costruire l’azione dal portiere. Così facendo sarà possibile attirare la pressione avversaria per poi creare la cosiddetta “transizione artificiale”, arrivando con pericolosità in zona gol. Per costruire questa impalcatura di gioco sono però necessarie importanti qualità tecniche dei difensori, che avranno il compito di iniziare la manovra con sicurezza e personalità. In tal senso, Amorim potrebbe riscontrare le stesse difficoltà del connazionale Fonseca, che appena due anni fa fallì nel tentativo di rendere Pavlovic, Gabbia e Tomori calciatori in grando di costruire l’azione dalle retrovie. L’innesto del solo Gila può aiutare a “fluidificare” questo aspetto, ma difficilmente basterà per colmare le deficienze tecniche degli altri difensori. Pavlovic e Gabbia offrono garanzie in temini di pura marcatura, ma non corrispondono all’ identikit di centrale moderno. Tomori, invece, è abile nell’anticipo, ma anche lui fatica a gestire il pallone. L’arretramento di Bartesaghi come braccetto sinistro potrebbe aiutare, ma serviranno comunque acquisti mirati, pronti ad aumentare il livello tecnico generale.

La mancanza di esterni di centrocampo

Per rendere efficace la proposta di Amorim sarà di fondamentale importanza fissare l’ampiezza con gli esterni di centrocampo. Da questo punto di vista i rossoneri presentano delle lacune non trascurabili: se a destra Saelemaekers può rappresentare un punto di forza, a sinistra la situazione non è delle più rosee. Estupinan viene da una stagione difficile, in cui ha dimostrato grosse lacune sia in fase offensiva che in fase difensiva, mentre Bartesaghi non è ancora pronto per occupare il posto da titolare in pianta stabile e probabilmente renderebbe di più da braccetto di difesa.

Nel precampionato, in assenza di soluzioni valide sulle fasce, Amorim ha provato a schierare Chukwueze come quarto di centrocampo, ma con risultati altalenanti. Nella fase offensiva ha mostrato imprevedibilità, ma in copertura ha trovato non poche difficoltà (la mancata marcatura su Dimarco nel derby amichevole è un tutto dire).

Ali d’attacco prestate a trequartisti

I problemi strutturali del Milan si possono riscontrare anche nei due dietro la punta. I calciatori provati da Amorim in queste amichevoli sono quasi tutti esterni d’attacco e non veri e propri trequartisti. Leao (che ancora non è stato ceduto) dà il meglio quando ha campo da attaccare sull’esterno e Pulisic, nonostante abbia buone qualità anche negli spazi stretti, preferisce partire sull’esterno per sfruttare le proprie qualità di corsa. Stesso dicasi per Chukwueze, che ha sempre giocato come ala offensiva e non ama giocare in mezzo negli spazi stretti. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda Nkunku che, nonostante venga da una stagione poco entusiasmante, ha le caratteristiche perfette per giocare nei due dietro Goncalo Ramos.

La dirigenza rossonera avrà dunque l’obbligo di accontentare le richieste di Amorim, che per rendere efficace il suo 3421 avrà bisogno di calciatori con le caratteristiche giuste.

 

 

 

 

2 risposte a “Milan, Amorim riuscirà a imporre il suo calcio?”

  1. […] La delusione potrebbe essere il Milan. Lo stile di gioco di Amorim mal si sposa con le caratteristiche dei giocatori in rosa. La mancanza di qualità tecniche dei difensori rossoneri “smontano” già in partenza i buoni propositi del neo tecnico portoghese, che faticherà a imporre il suo calcio. (A questo link un’analisi più dettagliata). […]

  2. […] non sia un fanatico del possesso palla, la costruzione di Allegri non era affatto banale. Al Milan abbiamo spesso visto l’utilizzo, oltre che del portiere e dei difensori, dei due mediani per iniziare l’azione ed attirare il […]

Lascia un commento