Tennis, Us Open: chi vincerà il titolo? I nomi della redazione

alcaraz

Ad un giorno dall’inizio dell’ultimo slam dell’anno, siamo pronti a dire chi, secondo noi, farà bene e chi, invece, deluderà sotto i riflettori di Flushing Meadows!

Tra la pesantissima assenza di Sinner, il rientro di Carlos Alcaraz e i risultati dei tornei precedenti sul cemento nordamericano, potrebbe esserci un nuovo campione, in uno slam che effettivamente è stato molto imprevedibile, con ben 11 campioni diversi nelle ultime 17 edizioni.

LA PREVISIONE DI DAMIANO BATTIATO

Il vincitore: Taylor Fritz; giá nel torneo casalingo si era distinto due anni fa con una prestigiosissima finale raggiunta, per fare di meglio può solamente vincere, e ha tutte le carte in regola per farlo se la motivazione è talmente forte da spronarsi a migliorare dopo risultati non proprio esaltanti gli ultimi due 1000. Sebbene non abbia brillato nella doppietta 1000 di agosto, ha comunque messo in pratica quello che gli riesce meglio, cioè saper tenere lo scambio molto a lungo e saperne anche uscire coi tempi giusti, qualità, profondità, finezza tecnica sono all’ordine del giorno per lui, per non parlare delle sue prime di servizio che nella media superano i 200 km/h. C’è in più da tener conto che quel cemento è la sua superficie preferita che meglio si adegua al suo stile di gioco, inoltre ricordiamo che è uno slam, quindi sarà ancor più difficile per i suoi avversari opporre resistenza a lungo termine a fronte di scambi sostanziosi e frequenti.

La delusione: Novak Djokovic; qualcuno dice che con l’assenza di Jannik Sinner possa addirittura essere competitivo per vincere il torneo e dunque concludere in bellezza una carriera già di per sé straordinaria, e con qualcuno intendiamo pareri rilevanti come quelli di Wilander ma anche di Federer, a lungo rivale del tennista serbo. Tuttavia, la sua fatica nel perseguire gli impegni tennistici in generale già mostrata nei due 1000 precedenti (a Montreal non ha gareggiato, a Cincinnati ha subito le sassate di Tirante già da subito) si rifletterà ancora una volta in campo, e la stanchezza e i problemi fisici che possono derivare dal muoversi tanto, che sia un servizio, un tergicristalli o banalmente accompagnare con tutto il corpo il suo colpo medio per garantirne potenza e profondità, non gli consentiranno di superare i sedicesimi se non addirittura i trentaduesimi, deludendo così anche le aspettative di chi avrebbe detto dopo i 1000 appena giocati che avrebbe espresso il suo massimo potenziale nello slam.

La sorpresa: Alexander Blockx; per il tennista belga, Flushing Meadows si presenta come un’occasione d’oro per scalare posizioni importanti in classifica (adesso sfiora la top 30) ed aggiungersi alla numerosa congrega dei next-gen che sta progredendo molto bene, del calibro di Tien, Jodar, Fonseca, Mensik. Sebbene sia troppo presto per dire che possa raggiungere una posizione di rilievo per via di tanti contendenti simili a lui per molte caratteristiche (ha comunque tutte le carte in regola per raggiungere dei motivanti ottavi di finale), può essere molto motivato dal non perdere nulla e guadagnare tanto, deve solo giocare come sa fare, cioè a prima occasione buona che si presenta, senza paura di accelerare di dritto e senza rimorsi per eventuali tempistiche sbagliate, ma anche con una lucidità che non deve mancare nel lungo termine.

LA PREVISIONE DI GIOVANNI PASQUALATO

Il vincitore: Carlos Alcaraz; al contrario di molti che pensano Carlitos tornerà con fatica al suo livello precedente, sono dell’opinione contraria, ovvero che la pausa gli abbia fatto molto bene. Già prima di avvertire il problema fisico al polso, il ragazzo di Murcia si era mostrato molto svogliato in occasione della sconfitta con Korda a Miami, sembrando appagato del Career Grand Slam raggiunto a Melbourne agli albori della stagione. New York probabilmente, anche se non verrà vinto da Carlitos, rimarrà il torneo nel quale lo spagnolo inizierà a mostrare un tennis meno dispendioso e più tattico, proprio per conseguenza di un fisico che sembra stargli dicendo di fare attenzione. E questo nuovo ordine mentale potrebbe fargli bene anche per quanto concerne le sue prestazioni.

La delusione: Ben Shelton; Nonostante abbia vinto il Canadian Open e nonostante sia apparso in grande forma fisica nelle ultime uscite, non sono per nulla convinto che Big Ben possa andare molto lontano a New York. La sua stagione è stata costellata da sali e scendi, come quando dopo il titolo a Monaco perse al primo turno a Madrid da Prizmic, oppure quando dopo la vittoria del 250 di Stoccarda perse rovinosamente a Wimbledon al primo turno. Anche a Cincinnati, appena dopo il titolo di Montreal, ha perso al primo turno, e penso che questo Us Open non sarà quello di Ben.

La sorpresa: Thiago Agustín Tirante; è sicuramente uno dei giocatori più in forma di tutto quanto il circuito e viene anche da una grande vittoria con Djokovic a Cincinnati. Il cemento è la sua superficie, su cui si esalta tramite un gran servizio e l’esplosività dei suoi colpi a rimbalzo. Un ambiente così pieno d’energia come quello degli stadi dello slam americano può chiaramente giovare ad un underdog che sta vivendo il momento migliore della carriera.    

 

 

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