Jannik Sinner ha deciso di seguire un percorso differente in preparazione dello Us Open. Il campione altoatesino ha deciso di saltare volontariamente Cincinnati per far riposare il ginocchio destro: ma che infortunio sta affrontando?
LO STATO DEL GINOCCHIO
Successivamente alla vittoria di Wimbledon, Jannik Sinner si è preso un periodo di stacco dai campi prima di tornare del tutto operativo sui campi d’allenamento di Montecarlo da lunedì 27 luglio. Ovviamente è arrivato il forfait dal Canada Open, più per l’impostazione sbagliata del calendario piuttosto che per altri problemi legati alla sua salute fisica: il percorso era quello di lavorare una decina di giorni tra le palestre e i campi in cemento del Country Club monegasco per volare a difendere la finale del 2025 raggiunta a Cincinnati.
Eppure, qualcosa non è andato bene durante gli ultimi giorni di preparazione. Il ginocchio destro ha recato un fastidio tale che non sarebbe stato giusto lasciare inosservato. Prima si è fatto visitare dagli specialisti della clinica Physioclinic di Milano, poi ha scelto di annullare la sua iscrizione al master 1000 americano e, infine, a Ferragosto è arrivata la tappa -ormai obbligatoria- al J medical di Torino.
Ma qual è il problema?
Si tratterebbe di un affaticamento dovuto ai carichi di lavoro. E’ un tipo di problema che spesso arriva nella parte interna del ginocchio e interferisce nelle fasi di caricamento al servizio e negli spostamenti laterali. Non è un problema che deriva da un momento specifico, piuttosto è un tipo d’affaticamento a cui il tennista va incontro dopo periodi di stress prolungato oppure se i carichi di lavoro diventano troppo alti dopo un periodo di pausa dall’attività agonistica.
L’IMPATTO IN PREPARAZIONE DELLO US OPEN
Come lo stesso Sinner ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport, la sua partecipazione all’ultimo slam del 2026 si concretizzerà solamente quando verrà verificato che effettivamente sia tutto apposto.
Anche se Jannik fosse pronto per giocare lo Us Open, il tennista italiano dovrebbe fare i conti con quanto accaduto nell’ultimo mese. Saltare due master 1000, modificare la propria preparazione e studiare un percorso di prevenzione in vista di uno slam non è la cosa migliore se le intenzioni sono quelle di andare lì per vincerlo. Tenendo conto delle fatiche a cui Jannik è andato incontro nel primo match di rientro a Wimbledon contro Kecmanovic il 29 giugno, quando la sua ultima partita l’aveva giocata nel caldo di Parigi il 28 maggio, considerando che ora non gioca dal 12 luglio, potrebbe essere arrugginito ai blocchi di partenza dello Us Open.






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