La morte di Ratko Mladić, comandante militare e criminale di guerra serbo bosniaco, ha scosso il panorama mediatico. La posizione del governo serbo, le richieste dell’UE e, adesso, anche il caos legato a una squadra di calcio: la Stella Rossa.
Non è la prima e non sarà neanche l’ultima volta che un caso politico entra a contatto con il rettangolo verde, basti pensare quanto visto questa estate al mondiale americano, ma il caso Mladić potrebbe scatenare un pericoloso precedente.
IL FATTO
Il tutto è nato dalla decisione del ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujić, di concedere all’ex comandante funerali di Stato e onori militari. Nemmeno il presidente serbo, Aleksandar Vučić, ha preso le distanze dalla decisione del governo, limitandosi a garantire una degna sepoltura a Mladić, se questo fosse stato il volere della famiglia.
Una scelta, quella del governo serbo, che ha riaperto immediatamente profonde ferite storiche, con la memoria che è presto tornata al 1995. Nel luglio di quell’anno Mladić era impegnato nella guerra in Bosnia ed Erzegovina, e dopo aver assediato la città di Srebrenica ordinò il massacro di 8000 uomini bosniaci-mussulmani.
Da questo fatto nacque lo storico nome “Boia dei Balcani”. Mladic fu arrestato dopo anni latitanza e condannato all’ergastolo nel 2017 dal Tribunale penale internazionale. È morto lo scorso 27 agosto.
LO STRISCIONE IN MEMORIA DI MLADIC
A scatenare la polemica è stato lo striscione esposto dai tifosi della Stella Rossa in trasferta a Plzen per il ritorno dei playoff di Europa League, da cui si leggeva “Generale, eterna gloria e gratitudine”.
Unito allo striscione, dal settore ospiti di Plzen si è alzato anche un coro: “Ratko Mladic, Ratko Mladic”.
Una presa di posizione forte, da parte di una tifoseria storicamente ultra-nazionalista e più volte schierata, che anche in questa occasione non ha perso l’occasione per rimarcarlo. Ma non finisce qui. La Stella Rossa (società) non ha preso le distanze da quanto scritto dai tifosi, ma si è unita al ricordo del comandante Mladić.
STELLA ROSSA, RISCHIO SQUALIFICA?
Quanto accaduto in Repubblica Ceca non è passato inosservato. Ben presto è arrivata la denuncia dal Memoriale di Srebrenica, che ha chiesto all’UEFA di aprire un’inchiesta per escludere il club serbo dalle competizioni europee. In quanto “un club che utilizza consapevolmente i propri canali di comunicazione ufficiali per diffondere messaggi che glorificano un uomo condannato per genocidio non può ridurre tale comportamento solo a quello dei tifosi”.
Secondo quanto riportato da The Athletic, la UEFA avrebbe avviato un procedimento disciplinare contro la Stella Rossa per diversi capi d’accusa.





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