In collaborazione con Mattia Valentini
La pallavolo spesso sa essere crudele: l’Italia era arrivata alla finale da campione olimpica e mondiale in carica e dopo un percorso netto nel torneo con 8 vittorie su 8 partite disputate e la nostra nazionale sembrava aver messo le mani sulla finale dopo il terzo set vinto 25-12. E invece, nella serata di domenica, la Turchia ha trovato la forza di riaprire la partita compromessa e a vincerla al tie-break per 3-2, andando a trionfare davanti al proprio pubblico.
L’Italia torna a casa con l’argento europeo e con la consapevolezza di aver giocato un altro torneo ad altissimo livello. La Turchia invece ha confermato il titolo conquistato nel 2023 e la continua crescita in questa estate di pallavolo femminile.
LA FORZA DELLA TURCHIA E IL GIOCO DI SANTARELLI
La differenza alla fine della partita è la capacità della Turchia di rimanere dentro la partita anche quando sembrava sul punto di perderla. Ed è proprio questo il primo merito di coach Santarelli, e cioè quello di aver costruito una squadra che non si disunisce, che sa soffrire e che nei momenti decisivi riesce ad alzare il proprio livello di gioco.
La finale è stata l’ennesima conferma di quanto detto: l’Italia ha dominato il primo e il terzo set, ma la Turchia ha sempre saputo rispondere presente, e nel momento decisivo del quinto set le padrone di casa sono state più lucide dell’Italia.
Il nome più importante in questa finale è quello di Melissa Vargas, opposta turca, che ha chiuso la finale con 28 punti, gli stessi realizzati da Egonu. Ma è riduttivo parlare che la vittoria turca sia arrivata solo da Vargas. Il sistema di Santarelli ha funzionato perché la ricezione è sempre stata di ottima qualità, il muro sempre solido, l’attacco sempre ben distribuito e le centrali hanno fatto un buon lavoro. Il merito lo si può attribuire anche a Santarelli.
COS’E’ MANCATO ALL’ITALIA
Alla nostra nazionale di certo non è mancato il carattere e la qualità, anche perché per tratti della partita le azzurre hanno giocato una pallavolo superiore rispetto alla Turchia. E’ mancata la capacità di chiudere la partita quando c’era l’occasione di farlo, ovvero il quarto set, dopo un terzo set dominato.
In questa estate è mancato solo questo piccolo dettaglio ma la squadra è tutt’altro che spenta e sicuramente non è bocciata. Le azzurre sicuramente ci regaleranno altre soddisfazioni nel corso delle prossime stagioni.
LE SOPRESE DELL’EUROPEO
Il torneo ha raccontato qualcosa che va oltre alla finale: la sorpresa in casa italiana è la capacità di coach Velasco di rinnovare al meglio una squadra che poteva lasciarsi andare dopo gli ultimi successi mondiali e olimpici. E invece le azzurre hanno saputo mantenersi a livello anche in questa competizione.
La seconda sorpresa, che forse ora non lo è più, è la conferma della potenza continentale della Turchia. Il titolo conquistato nel 2023 ormai non è più un caso ma era solo un punto di partenza.
A livello di singoli l’Europeo ha confermato il valore sia delle nostre italiane, sono state premiate Orro come miglior palleggiatrice e Sylla come miglior schiacciatrice, ma ha confermato il valore delle turche, come Vargas premiata MVP del torneo. Questo ci dimostra come l’Italia non è più l’unica potenza europea e le altre erano sempre al di sotto, ma che ormai il movimento è sempre più competitivo.
DA DOVE RIPARTIRE PER LA NAZIONALE DI VELASCO
La Nazionale dovrà ripartire da questo argento, che nonostante non è l’oro desiderato, è frutto di tanto lavoro e di un percorso svolto al meglio, riparte da un gruppo ben consolidato con innesti più giovani con un altro anno in più di crescita sulle spalle ma tutto questo non basta, serve aggiungere qualcosa per rimanere a livello di una Turchia che sembra così tanto mostro continentale.
Velasco dovrà lavorare sulla continuità e sulla capacità di reagire quando il piano iniziale non funziona più. Ci dovrà essere un ulteriore cambio generazionale per poter rimanere ad essere ancora la nazionale più forte come ci è stato dimostrato in questi ultimi anni.





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