Finisce così la fase a gironi, con un’Italia più agguerrita del solito, come fatto vedere sul secondo frangente di gara contro la Cechia.
Ma con essa anche il rammarico e la delusione di non aver completato l’impresa per una serie di coincidenze parecchio sfortunate. E quando la stanchezza e i rimpianti prendono il sopravvento, l’incontro non può far altro che filare per il verso sbagliato.
La gara contro gli USA
L’Italia fa tremare le campionesse olimpiche e mondiali…
Partite con il piglio sbagliato fino ad arrivare ad un pesante passivo di 15 punti, le azzurre trovano fiducia e morale all’inizio del secondo quarto.
Le percentuali al tiro si alzano vertiginosamente, con Zandalasini che ancora una volta primeggia con le sue triple. A seguirla Verona e Villa a puntare l’uomo. Statunitensi in crisi, funzionano anche gli inserimenti cercati e voluti da Andrè e Pasa. A completare l’opera vi è Santucci, abile a cercare i falli.
…ma combattere contro 8 avversari contemporaneamente è impensabile
Non è purtroppo tutto rose e fiori, perchè ad ostacolare le azzurre vi è qualcosa che va oltre i principi dello sport, abominevole e stigmatizzabile.
E’ fuori discussione qualcosa di eticamente sbagliato o di una squadra che predomina su un’altra e l’altra che soccombe senza mostrare impegno. Da escludere anche qualche estraneo contesto che per qualsivoglia motivo scrive anzitempo il copione dell’incontro per come deve essere.
Tutte le parti coinvolte in campo possono sbagliare, l’ha fatto l’Italia nella prima frazione di gara, l’hanno fatto gli USA per il resto. Possono persino sbagliare gli arbitri, ed il loro lavoro di vedere dei contatti o delle infrazioni più o meno sospettabilmente fallose e prendere decisioni nel breve termine bisogna riconoscere che è davvero complicato.
Premesso questo, lungi da me dal mettermi dalla parte del tifoso azzurro, rimane aberrante il fatto che per un intero incontro l’arbitraggio sia chiaramente andato contro di noi, e le immagini sono eloquenti in nostro favore.
Qualche esempio evidente
Menzionare qualche esempio di quest’assurdità non fa altro che rendere ancora più onore alle nostre azzurre per essere uscite non a testa alta, bensì da vere vincitrici dell’incontro.
Zandalasini ha protestato alla fine della gara veementemente con la terna arbitrale. Tutti coloro che hanno visto la gara sanno di certo che non fu solo per la ditata nell’occhio che le è arrivata a fine gara. Da vera campionessa super partes quale è e sa di essere, si è scusata per la reazione spropositata. Secondo me non doveva scusarsi di nulla in quanto ampiamente giustificata dai fatti di ripetuti favoritismi molto subdoli.
Gli esempi a supporto oltre questo sono le ripetute gomitate larghe di una giocatrice statunitense a Santucci che la stava marcando. Ad una certa quest’ultima cade per una gomitata troppo fragorosa dell’avversaria, il fallo è suo. E se questo è fallo di Santucci allora le botte sono legali nel basket. Questo è più o meno è il metro di giudizio antisportivo dei signori nessuno del fischietto.
Da annoverare anche la svista sull’inesistente contatto in difesa della stessa Santuccio immediatamente dopo l’azione descritta. Braccia rivolte in alto con il solo scopo di stoppare il tiro della statunitense, fallo anche questo, idem in seguito per Zandalasini.
E cosa dire poi del gioco potenziale da tre punti di Zandalasini annullato per un presunto fallo in attacco pervenuto solo dai fischietti incapaci? Due statunitensi erano in piedi davanti a lei e non sono state neanche sfiorate.
E che la mia serie di aspre critiche serva prima di tutto come denuncia di un potere dispotico e dittatoriale che non sa essere gestito equamente in campo. In campo deve regnare solo lo sport, non vi è spazio per i conflitti d’interesse.
Riflessione morale sulla pessima condotta della gara
Da questa partita tutti sono usciti perdenti, in primis gli arbitri per i favoritismi nascosti male sopra citati e l’Italia per l’aritmetica che la condanna nonostante una gara encomiabile.
E in questo calderone della vergogna non scappano neanche gli USA, perchè di certo non avevano bisogno di questi aiuti, ma hanno dimostrato il contrario in campo.
Italia delusa e stanca + Cina superlativa = scontro unidirezionale
Dopo che tanti sacrifici e tanti sforzi vengono vanificati da chi è arrivato nel posto sbagliato al momento sbagliato, stanchezza e tristezza trionfano sovrane. Non bastando la stanchezza che induce altra apatia, le azzurre si ritrovano solamente un giorno di riposo per ricalibrare le loro energie psicofisiche in vista del pericolo Cina.
I precedenti del girone facevano presagire una facile vittoria dell’Italia se si considera che la Cina ha dovuto faticare per battere la Cechia ai tempi supplementari e che ha perso di quasi 30 punti contro gli USA.
Ma quando le azzurre vengono dal contesto drammatico raccontato e le cinesi giocano con due montagne in campo di oltre due metri a fare da pivot, metaforicamente descrivibili come l’Everest e il K2, e le altre a racimolare triple su triple (ad un certo parziale di gara su 15 tiri 8 ne sono state realizzate dalle asiatiche), perdere 51-71 è ciò che si spiega solo in vista di questo contesto.
Zhang Z.Y., 2,23 metri per lei a soli 19 anni, e Han Xu, 2,11 metri classe 99, WNBA per lei, pochi numeri per dare l’idea di giocatrici che non hanno bisogno neanche di saltare per provare la conclusione. Il secondo posto conquistato al mondiale precedente non è frutto del caso.
Ora testa all’Australia
In virtù di terza classificata del girone dovremo giocare i play-in contro la seconda classificata del girone di fianco, l’Australia, superata solo dal Belgio.
Sarà una partita molto difficile anche questa, perchè le oceaniane sono una squadra molto ostica, organizzata e con delle ottime tiratrici, rispetta la sua ottima tradizione cestistica.
Ma l’Italia non deve temere assolutamente nulla anzi, vi è da sorridere se si pensa che contro gli USA se l’è giocata alla pari, può e deve dimostrare di essere essa stessa una squadra da temere e da battere sul campo nelle giornate si.
Quindi presa questa giornata per rifiatare e archiviando la pratica dell’insindacabile, si pensa esclusivamente a questo campionato ora ad eliminazione diretta. In un caso o nell’altro sarebbe stato doverosamente faticoso comunque fosse andata la fase a gironi, fischio d’inizio domani alle 18:00.





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