Successivamente al ritiro dello sloveno durante la Vuelta de Espana 2026, il team UAE si è ritrovato senza altri uomini nella top 10 della generale. Infatti, l’assenza di Del Toro dalla classica spagnola ha impedito alla squadra bianconera di trovare un piano B per rimanere quanto meno nelle prime posizioni della competizione. Forse, il 2026 potrebbe essere un primo momento in cui la UAE inizierà a pensare seriamente al futuro della squadra, vista la disavventura.
LA LINEA DELLA UAE
Sembrerebbe che gli emiratini abbiano le idee chiarissime a proposito di Isaac Del Toro, il nuovo astro nascente messicano. Dopo il terzo posto conseguito alla Grand Boucle, è stato confermato il suo contratto almeno fino al 2031, un vero e proprio privilegio.
Eppure, se guardiamo gli ultimi movimenti della UAE, non sempre la linea dirigenziale è stata chiara sulle sue intenzioni. Non è stata chiara, ad esempio, con Ayuso, in occasione del Giro d’Italia 2025. Infatti, con in quel caso lo spagnolo di diritto capitano della formazione, l’esplosione di Del Toro in pratica mise da parte Ayuso, quasi costretto poi a continuare con la Trek-Segafredo, nonostante dei primi risultati eccellenti.
In secondo luogo, c’è da risolvere anche il problema Seixas. La Decathlon ha offerto 13 milioni a stagione pur di tenere il proprio corridore, ma non è detto che la UAE in futuro non potrebbe tentare di assoldarlo come dopo Pogacar. Tuttavia, uno scenario del genere inclinerebbe il rapporto fra la stessa UAE e il Torito.
E COME SI EVOLVERA’ IL RAPPORTO CON POGACAR?
Tuttavia, prima di pensare a qualsiasi altra congettura sul futuro degli emiratini, la vera domanda è come effettivamente si evolverà il rapporto fra i due protagonisti della squadra, Pogacar e Del Toro. Se da un lato il Tour De France ha mostrato come possa essere fruttuosa la collaborazione e la sana rivalità che c’è fra i due, da un altro non si sa effettivamente come continuerà il rapporto tra i compagni di squadra.
E, poi, c’è anche da capire la prospettiva del messicano. Chiaramente, un corridore ormai al vertice del ciclismo mondiale può e deve chiedere un ruolo da protagonista alla squadra che lo sta facendo crescere. Prevedendo un possibile scenario, fra il 2027 e il 2028, la UAE potrebbe schierare Tadej fisso al Tour e Del Toro a lottare al Giro e alla Vuelta, per conquistare tutti i grandi giri, cosa che manca dai tempi della Visma del 2023 con Roglic, Vingegaard e Sepp Kuss.
E anche vero però che il rischio di bruciarsi per Del Toro è alto. Nonostante l’infortunio, ci sono tutti i presupposti per affermare che il livello di Pogi rimarrà abbastanza alto per competere ancora per 3-4 anni a questo punto. E questa cosa chiaramente potrebbe nuocere allo sviluppo della carriera del messicano che è chiamato ad essere “l’ammazza Pogacar”, ma con il limite di dover competere al suo fianco e con l’ombra di un possibile voltafaccia di Seixas alla Decathlon.





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