Gasperini, Juric, Allegri, Pioli e Chivu, un anno fa iniziava il valzer degli allenatori in molte delle panchine più blasonate e volute della Serie A. Ora, un anno dopo, ne sono rimasti ben pochi a conferma di una mancata progettualità in molti di questi club.
SERIE A, BENE CHIVU E GASPERINI
Cristian Chivu al suo primo anno sulla panchina ha fatto il colpo grossissimo, andando oltre ogni aspettativa, ma di lui abbiamo già parlato in un articolo dedicato. Discorso diverso per Gian Piero Gasperini, accolto in maniera contrastata dai tifosi della Roma.
A questo si aggiunsero diversi dubbi sulla possibilità di replicare quanto di buono fatto a Bergamo, specialmente senza un gran mercato a disposizione. Il “Gasp”, però, ha stupito tutti. Roma in Champions League con il Como, fuori Milan e Juve, ma questo è frutto di una scelta forte da parte della società, che ha messo “prima” il tecnico rispetto alla bandiera Claudio Ranieri.
La Lupa non è ancora la versione migliore del calcio di Gasperini, e per questo ci vorrà parecchio tempo, ma mese dopo mese è sempre più a immagine e somiglianza del suo allenatore e questo vuol dire una cosa ben precisa: il processo sta funzionando.
JURIC, ALLEGRI, PIOLI E TUDOR: FLOP ALLENATORI
Oltre a chi ha stupito e raggiunto l’obiettivo (se non addirittura superato), c’è chi ha deluso già dopo poche giornate, o proprio al termine della stagione. L’esonero di Ivan Juric era arrivato dopo un pessimo avvio in Serie A, a cui ha parzialmente rimediato Raffaele Palladino, che resterà comunque nella storia della Dea per la rimonta sul Borussia Dortmund. Il tecnico ex Monza e Fiorentina lascerà comunque Bergamo a causa di screzi con la dirigenza, ed è pronto ad accasarsi in quel di Bologna(?).
L’altro allenatore che ha decisamente deluso in questa stagione è Stefano Pioli, approdato a Firenze con tanto di “Mi spiace che Allegri non ci consideri nella corsa Champions” e presto ritrovatosi a lottare per la salvezza. L’esonero arriva il 4 novembre, e a succedergli è Paolo Vanoli, capace di salvare la viola dalla retrocessione ma non di essere confermato in panchina.
L’ultimo grande fallimento degli allenatori porta il nome di Massimiliano Allegri, capace di tenere il Milan nelle prime quattro per 36 giornate, ma uscendoci nell’ultima partita contro il Cagliari. Un fallimento epocale, forse peggiore del decimo posto dello scorso anno visti gli obiettivi e la singola competizione. Della stagione dei rossoneri si salva ben poco: qualche mese positivo e alcuni big match vinti, a fronte di enormi mancanze. L’uscita dalla Coppa Italia contro la Lazio, la mancanza di un “gioco” e una difesa incapace di restare solida per tutta la stagione, i banali motivi di un fallimento. Ma per Max Allegri non è tutto “nero” in questo momento; il tecnico livornese è a un passo dal firmare col Napoli di De Laurentis, e mettersi alla guida di una rosa di assoluto livello con la quale non potrà sbagliare…specialmente per il secondo anno di fila.
Al fallimento di Allegri si aggiunge quello di Igor Tudor, confermato con ben poca fiducia dalla Juve la scorsa estate, e presto esonerato in favore di Luciano Spalletti. La Vecchia Signora, anche senza Champions, continuerà col tecnico toscano, speranzosa di mettere le basi per un progetto futuro molto ambizioso.






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