Senza ombra di dubbio, il livello del tennis in Italia è salito in quanto ad interesse, ma anche in quanto a tesserati. Idem in Spagna: tutti i tennisti sfornati che rientrano nella top 100/200 ne sono un esempio lampante, tra veterani ma soprattutto fra talenti emergenti.
Oltre il dualismo Sinner-Alcaraz, solamente in top 100 vi sono, a parte i due alieni menzionati, altri sei tennisti per ambo le parti. Una rivalità molto equilibrata dunque Italia-Spagna, e si presenterà in numerose occasioni, come già è accaduto nei recentissimi tornei in terra rossa.
COPPA DAVIS COME DIMOSTRAZIONE
Entrambe le nazioni sono coinvolte in maniera importante nel torneo più prestigioso del mondo a squadre. La Spagna ha ospitato la terzultima e la penultima edizione ad ora della Coppa Davis. Parallelamente, l’Italia ha ospitato la fase a gironi di quest’ultima e quella del 2025, di cui è rimasta prevista solo la fase ad eliminazione diretta.
E se questo non fosse abbastanza, nell’ultima edizione le due squadre hanno avuto un cammino molto simile. Entrambe sono state private per vari motivi dei propri due tennisti migliori in ranking, ma entrambe sono arrivate in finale. Alla fine la spunta l’Italia, ma dopo un incontro ancora una volta combattuto (risolto dopo una strenua battaglia finale di Cobolli contro Munar per 2-1).
MARTIN LANDALUCE E RAFAEL JODAR COME DARDERI E COBOLLI?
Flavio Cobolli si era già distinto all’età di 21 anni per un cammino convincente all’Australian Open del 2024, fermato solo ai sedicesimi dall’australiano De Minaur. Quella fu la base per scalare la classifica atp all’interno della top 100; due anni e mezzo dopo divenne quello che tutti conosciamo oggi.
Martin Landaluce nasce a Madrid l’8 gennaio del 2006, il che significa matematicamente che aveva 20 anni quando entrava a fine aprile in top 100.
Nel seguito, anche con un pizzico di fortuna in quanto lucky loser, e’ comunque riuscito a ritagliarsi uno spazio importante come uno dei protagonisti del torneo romano, fermato ai quarti solamente dal russo Medvedev.
Luciano Darderi ha mostrato più e più volte quali prestazioni e’ in grado di sfornare in terra rossa, il campo che predilige meglio. Infatti, tutti i suoi titoli, tutti 250, sono stati vinti su questo campo. Avrebbe festeggiato tre giorni in anticipo il suo 22esimo compleanno vincendo il suo primo atp (di Cordoba) nel suo paese d’origine.
Coetaneo un po’ più giovane e concittadino di Landaluce e’ Rafael Jodar, che a soli 19 anni e’ già numero 34 del ranking mondiale. Ha vinto il suo primo atp a Marrakech seguendo proprio le orme di Darderi (che aveva vinto l’edizione precedente).
I prestigiosi risultati ottenuti proprio negli ultimi tornei svoltisi in terra rossa coronano l’inizio di una promettente e fiorente carriera. Risplende soprattutto nella sua città natale, dove si impone su De Minaur e Fonseca fra tutti, ma anche a Roma, dove raggiunge degli importanti quarti di finale.
In conclusione, i due tennisti madrileni, Jodar in primis, sono da considerarsi potenziali fenomeni sulla base del rapporto età/risultati conseguiti, sarà molto curioso vederli in azione anche sull’erba!






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