Il Giro d’Italia si è concluso da pochi giorni ed è tempo di valutazioni. Dai migliori del gruppo ai peggiori flop, da chi ha tenuto fede alle aspettative a chi ha deluso miseramente. Di seguito le pagelle della corsa Rosa.
LE PAGELLE: TOP VINGEGAARD, FLOP MAS
Vingegaard 10 e lode: sulla carta doveva essere il dominatore del Giro e alla fine lo è stato anche sulla strada, e questo non è mai facile. Inizia “piano” sul Blockhaus, poi col passare di giorni migliora e chiude la corsa con cinque vittorie, lasciando spazio anche ai suoi gregari di fiducia Kuss e Piganzoli. Se il margine di miglioramento in vista del Tour de France è ancora ampio, allora ci aspetta una bella Grand Boucle.
Gall 8,5: il primo degli umani, sempre secondo nelle vittorie di tappa del danese. Questo basta per dare l’idea di come abbia corso e di quanto forte sia andato.
Hindley 8: la sua squadra non è stata per nulla impeccabile, ma l’australiano alla fine centra l’obiettivo podio, quindi ha ragione. Va in crescendo, e se il virus ha colpito anche lui…beh ne è uscito molto bene.
Arensman 7,5: salvato parzialmente dalla crono e dal gregario Bernal, alla fine chiude quarto un buon Giro d’Italia.
Gee 8: se non fosse per quel minuto perso a inizio Giro avrebbe chiuso a ridosso del podio. Va in crescendo per tre settimane e forse nella tappa regina avrebbe potuto guadagnare qualcosina in più, solido.
Eulalio 8,5: quella fuga con ogni probabilità è stata la cosa più importante sin qui della sua carriera. Onora la Rosa per diversi giorni e lotta per la maglia bianca fino all’ultima tappa, quando le gambe lo premiano nella difesa. Chiude sesto, chapeau.
Magnier 9: è il velocista più forte del Giro e lo dimostra vincendo tre tappe. Poco da aggiungere se non che andrà tenuto d’occhio nei prossimi anni. Talento.
Narvaez 9: dà un senso al Giro della sua UAE vincendo tre tappe e sfiorando addirittura la maglia ciclamino, che per qualche giorno indossa. Che corridore!
Stuyven 8: ma che Giro ha corso?! Sempre l’attacco, anche quando la strada sale e non gli si addice, e in più fa da ultimo uomo a Magnier. La sua assenza alla Lidl-Trek la stanno sentendo eccome.
Rubio 6,5: sempre in fuga, ma gli manca la gamba per provare a vincere una tappa o una maglia di prestigio.
O’Connor 4,5: prende 24 minuti da Vingegaard. Giro da dimenticare.
Mas 4: fa peggio di O’Connor, sfiora le due ore.
LE PAGELLE DEGLI ITALIANI:
Piganzoli 8,5: un anno fa fu un brutto flop, quest’anno è la sorpresa più bella. Arriva da gregario di Vingegaard, ma ha il gambone e si ritrova presto a lottare per la classifica della maglia bianca. Diamogli tempo, ma che bella scoperta!
Ciccone 7,5: ci prova e ci riprova sempre, vuole la vittoria di tappa a tutti i costi, a volte sprecando qualche energia innervosendosi. Alla fine porta a casa la maglia blu e un Giro sempre all’attacco. Giulio-spattacolo.
Pellizzari 5: discorso inverso rispetto a Piganzoli. Su di lui c’erano tante pressioni, troppe. Sul Blockhaus la gamba c’è ma pecca di inesperienza, poi da lì inizia un calvario. Ha un virus, sceglie di non ritirarsi ma il suo Giro è quasi sempre in sofferenza. Ha capito cos’è il dolore, in futuro gli servirà, forza Giulio!
Milan 6: ci si aspettava di più, va detto. Si salva vincendo a Roma ma nelle altre volate per colpe sue o di altri non riesce quasi mai a impensierire Magnier. Deve migliorare nel posizionamento in volata quando non può contare sul treno più forte.
Ganna 7: vince la crono senza rivali e si spende per i compagni alle tre settimane. Prova la giocata a Roma ma questa volta il gruppo non si fa beffare.
Scaroni 7: fin quando c’è si fa notare in ogni tappa, sempre in fuga e protagonista. Si ritira anzitempo, peccato.
Bettiol 7,5: vince davanti alla sua gente, alla sua famiglia e ai suoi amici. Dopo un periodo difficile ne aveva bisogno, che gamba e che tappa!






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