Le pagelle dello US Open 2026

le pagelle del tennis

Si chiude con la vittoria di Zverev questo Us Open 2026, con il tedesco che domina in finale Shelton per il punteggio di 6-3 7-6 5-7 6-2. Come di consuetudine, andiamo a stilare le pagelle del torneo, questa volta per l’ultimo major del 2026!

TOP

Alexander Zverev: 8,5; grande credito ad Alexander Zverev, che ha chiuso il 2026 con uno stupendo record di 25/28 nei grandi a slam, portandosi a casa Roland Garros e ora lo Us Open. Tuttavia, senza nulla togliere a Zverev, che ha approcciato questo Us Open mostrando una grande resilienza e una rinnovata fiducia nei suoi mezzi, il suo percorso rimarrà nella storia come uno dei più semplici per conquistare uno slam. Prima della finale, non ha affrontato nemmeno un giocatore in top 20! Solo dopo essersi messo alle spalle Sonego, Hayls, Tabillo, Darderi, Van De Zandschulp e Khachanov arriva in finale il primo incontro con un top 10. Ben Shelton viene poi domato tramite una prestazione da “ice in the veins” come direbbero gli americani, con Sascha che lo ha stancato tramite un tennis da rimessa e smistamento da fondo.

Ben Shelton: 9,5; miglior torneo della carriera per l’americano, che ha cavalcato un percorso straordinario prima di fermarsi ad un passo dal titolo. Percorso complicatissimo per lui! Al primo turno sconfigge un giocatore ostico come Tallon Griekspoor, al secondo un giocatore in netta ripresa, il polacco Hubert Hurcacz, in 4 set. Al terzo turno fa sbracciate con Shapovalov, uscendo vincitore di nuovo al quarto. Agli ottavi è cinico, e si impone per la prima volta in 3 set questa volta sul greco Tsitsipas. Ai quarti gioca la partita più bella della sua vita e si impone su Carlos Alcaraz dopo 4 ore di pura battaglia, tra grandi recuperi, scambi spettacolari e un servizio che alla fine ha fatto la differenza. Rimonta in semifinale Tiafoe e arriva in finale con tutto il tifo a favore. Purtroppo per lui, il suo andamento da montagne russe non lo ha premiato, data l’incredibile costanza di Zverev, esibita in tutto il torneo. Shelton ha mostrato grandi cambiamenti. E’ stato molto bravo in fase difensiva, è stato eccezionale con l’approccio a rete, ma la carta in più che ha mostrato è stata la sensibilità. Molto bene con la palla corta, in particolare dal lato del diritto: con questi nuovi aggiornamenti, Shelton ambisce al top.

Carlos Alcaraz: 8; il ritorno alle competizioni per il giovane spagnolo è stato molto positivo. Batte al debutto Safiullin con un triplo 6-4, poi Faria in 4 set, Wu e Tommy Paul di nuovo in 3. Conquista così la chance di giocarsi i quarti di finali contro Ben Shelton. La partita contro lo statunitense è bellissima, Alcaraz vince il primo set 7-6, perde i due successivi 6-1 6-3, vince il quarto 6-1 e arriva a giocarsi il tie-break decisivo. Complici 3 errori gratuiti nel tie-break finale del quinto set, Shelton avanza in semifinale, ma vedere Alcaraz di nuovo sorridente in campo non ha prezzo per i fan della racchetta. I colpi sono rimasti tali e quali, ad Alcaraz basterà lavorare sul ritmo partita e sulla gestione della tensione per tornare al top.

Karen Khachanov: 8,5; arrivava da 3 sconfitte consecutive prima degli Us Open, e a New York gioca un torneo superbo. Il russo batte agevolmente Burruchaga, estromette la testa di serie numero 3 Auger Aliassime in 4 set e batte al terzo set in 3 Bonzi. Con Tien gioca una delle partite più belle del torneo, vincendo 7-5 4-6 6-7 6-1 6-4 e vince poi i quarti di finale contro l’infortunato Blockx. Torna in semifinale, dove mancava dal 2022, e perde una signora partita con Alexander Zverev, per 3-6 6-7 6-7. Ha sfruttato un tabellone particolarmente accessibile, ma ha anche mostrato grande freddezza nei momenti di massima pressione.

Frances Tiafoe: 9; solo applausi per il tennista afroamericano. Avevamo gradevolmente apprezzato Tiafoe nei tornei precedenti, perché oltre a mostrare un gioco spettacolare, il numero 6 della race era apparso molto centrato. Passato lo spauracchio del primo turno vinto in rimonta al quinto contro Damm, vince in 3 set con Sakamoto, Vacherot e Medvedev. Vince ai quarti rimontando Michelsen da 2 set sotto, raggiungendo Shelton dopo aver chiuso 10-6 al long tie-break.  Con Shelton parte forte vincendo il primo 6-4, ma deve poi cedere per 3-6 3-6 5-7. Nelle interviste è stato perentorio: “Io a Torino voglio esserci”. E noi ti aspettiamo, Frances!

Stefanos Tsitsipas: 7,5; avevamo già analizzato la sua prima settimana, Stefanos Tsitsipas è tornato finalmente tra i primi 16 di un major. Per farlo, batte uno dei giocatori più in forma quest’anno, Arthur Fils, e poi un ottimo battitore come Lloyd Harris e anche Jiri Lehecka, finalista a Miami. Perde con Shelton una partita senza storia (6-2 6-3 6-4), ma vedere finalmente il greco che torna a fare il pugnetto in direzione del proprio angolo è un segnale quanto meno che la testa di Tsitsipas sia tornata settata esclusivamente sul campo da gioco.

Alexander Blockx, 7,5; Vera sorpresa del torneo essendo arrivato tra i migliori 8 affrontando un cammino per cui era sfavorito nella seconda metà. Prima Barrios Vera e Trungelliti sono avversari facili, l’exploit avviene con il numero 6 al mondo, Cobolli. Prima è il romano a spingere molto di dritto e, faticando, vince al tie-break il primo set. Poi il netto dominio del belga, forte in tutti i reparti: dalla progressione in attacco a smorzare i colpi in risposta a superare Cobolli con degli abili passanti. Da lì è solamente un monologo condotto da lui, e 3-1 il risultato che lo conduce agli ottavi contro F. Cerundolo. Il risultato è lo stesso per il belga, è una partita tecnicamente molto bella. I due se le danno a suon di passanti uno più bello dell’altro, non mancando di applaudirsi spesso reciprocamente. Khachanov ai quarti è un avversario ben diverso, dalla risposta davvero ottima già a partire dal servizio. Primo set a senso unico per il russo, poi proprio quando Blockx sembra aver ritrovato gli automatismi dell’incontro la cosa gli presenta il conto da pagare. Sul 5-5 è costretto a cedere due game di fila, dunque il set, poi si scopre che era per un affaticamento muscolare importante, tale da chiamare il medical timeout. Non può forzare più di tanto, altri cinque game dopo deve abbandonare la manifestazione.

Alex Michelsen: 9; l’altra sorpresa di questo torneo. Alex Michelsen arriva ai quarti senza perdere un set, battendo Cina, Nakashima (aveva fatto benissimo tra Montreal e Cincinnati), Merida e Etcheverry. Per sua sfortuna, gioca la partita con più emozioni di tutto quanto il torneo, andando a perdere 5-7 3-6 7-5 6-3 7-6 con Tiafoe. Brilla nelle situazioni di 1+1 e anche negli scambi duri su entrambe le diagonali, ma la sconfitta con il suo connazionale mette in luce un’immaturità mentale che deve ancora colmare, qualora il suo prossimo passo sia davvero centrare la top 10.

FLOP

Taylor Fritz, 5; Vince delle partite approcciabilissime contro Blanch e Bellucci, cedendo addirittura soltanto due game a quest’ultimo in tutto l’incontro. Contro Cerundolo è una gara in cui conduce regolarmente nei primi due set, ottimo in diagonale, ancora meglio in uscita lungolinea di rovescio. Gli altri due set sono speculari non solo in punteggio ma anche in approccio tattico, l’argentino mediamente scambia di meno. Al set conclusivo è lo statunitense che deve ricorrere a stratagemmi che non possono perdurare per tutto l’incontro, come superare in lob l’avversario a rete. Cerundolo ancora una volta meglio a spingere, mettere pressione all’avversario e condurre gli scambi.

Novak Djokovic, 3; Esattamente quello che pronosticavo di lui come delusione del torneo. Sfianca già da subito contro Navone in un incontro che si sarebbe portato a casa solamente se fosse stato al di sotto di uno slam. Le qualità nel dritto e in uscita dallo scambio non gli bastano, Navone corre con una marcia in più.

Flavio Cobolli: 5; Non si spinge al di là dei sedicesimi di finale dove incontra un Blockx veramente formidabile. Molto male per lui che non riesce ad esprimere il suo miglior tennis contro di lui per più di un set completo. Le altre partite sono pura accademia contro Comesana e Schoolkate, il primo dei quali ancora una volta viene estromesso da uno slam al tie-break, e ancora una volta per opera di un italiano (tra l’altro l’argentino conduceva per due set a zero).

Rafael Jodar: 1; Davvero inspiegabile e clamorosamente negativo il suo US Open, non poteva andare peggio. Perde già a primo turno contro Yunchaokete, avversario che ci si aspettava dominasse. Invece le parti si sono invertite, il cinese si impone per 6-2, 6-1, 6-1. Incontro in cui non ha fatto vedere nulla se non qualche passante avventuroso e garibaldino, e così non poteva pretendere di giocare per tutto l’incontro con percentuali alte di realizzazioni.

Danil Medvedev, 5; La parte veramente rilevante del torneo la gioca contro Tiafoe agli ottavi di finale. Dopo aver estromesso per 3-0 nell’ordine Gaston, Gorzny e Rinderknech, il registro dell’incontro cambia nettamente contro lo statunitense. Deve fare i conti con scambi molto lunghi e faticosi e con solamente set che si trascinano oltre i dieci game. Dal canto suo Tiafoe è molto bravo nel chiudere la diagonale di scambio e guadagnare metri a rete, le sue demi volèe sono preziosismi che gli frutteranno tanti punti, anche quando la partita in certi scambi (talvolta quelli veramente importanti al tie-break) sembra più diventare una partita da badminton negli scambi ravvicinati a rete. La partita recita sempre 3-0, ma stavolta Medvedev lo subisce, non è decisamente più quello di una volta.

Matteo Berrettini: 6; non bisogna giudicare negativamente il momento di Matteo, perché arriva da problemi fisici ripetuti dopo la tournée europea. Tuttavia, dopo il 3-0 inflitto all’ultima apparizione di Stan Wawrinka a Flushing Meadows, ci si aspettava quanto meno The Hammer al terzo turno. Invece, è arrivata una sconfitta netta con Navone, un tennista che per tipologia di gioco, su questa superficie, doveva essere annichilito dall’italiano.

Felix Auger Aliassime: 4,5; testa di serie numero 3, inizia il torneo convincendo poco, battendo l’australiano Hijikata 7-5 4-6 6-3 7-5 con una prestazione abbastanza fallosa. Al secondo turno viene estromesso da un buon Khachanov, ma anche quest’anno non arriva in semifinale in un major.

Andrey Rublev: 4; il torneo segna la definitiva uscita dalla top 20 per il russo, cosa che non accadeva dal 2019. Rublev lotta e vince un super match contro il finlandese Otto Virtanenn (6-7 6-7 6-0 6-2 7-6), ma poi perde in 4 set contro Merida, a causa anche dello sforzo per concludere positivamente la battaglia di quasi 5 ore del primo turno. Del Rublev che già nel 2017 faceva quarti di finale, si sono perse le tracce.

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